la Fp Cgil difende la scelta

Il numero unico europeo 116-117 per le cure non urgenti accende il confronto tra sindacati in Friuli Venezia Giulia. Uil Fpl, Nursind e Cisl Fp ne sostengono l’attivazione, ma chiedono che sia “davvero regionale”, con titolarità e governance direttamente in capo a una struttura centrale come Sores/Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute, e non a una singola azienda sanitaria territoriale.
Numero unico 116-117, i sindacati: “Bene l’attivazione, ma la gestione sia davvero regionale”
Di diverso avviso la Fp Cgil, che difende la scelta di avviare il servizio a Trieste sotto Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina e sostiene l’operato dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi: “In questo momento lì c’erano le condizioni per partire”.
Orietta Olivo (Fp Cgil): “A Trieste competenze e sede già disponibili”
A chiarire la posizione della Fp Cgil è la segretaria Orietta Olivo.“La collocazione a Trieste ha un suo perché – spiega –. Si sta utilizzando una struttura già esistente, l’ex centrale del 118 di via Farneto, e si sta facendo leva sul know how maturato dai colleghi del territorio. In un sistema complesso come quello sanitario regionale, è una scelta di buon senso”. Olivo precisa che la competenza “non è esclusiva di Trieste”, ma sottolinea come, al momento dell’avvio, “in quella città fossero presenti entrambi i fattori indispensabili: professionalità formate e una sede adeguata”. Netta anche la valutazione politica: “Riteniamo che Riccardi abbia ragione. Non è frequente trovarsi d’accordo, ma in questo caso la scelta è condivisibile”. La sindacalista evidenzia inoltre l’impegno del personale coinvolto: “C’è uno sforzo concreto da parte degli operatori per costruire un servizio utile alla comunità. Lo stesso responsabile non percepisce indennità aggiuntive. C’è uno spirito di servizio che spesso dimentichiamo”.
Le critiche degli altri sindacati: “Governance chiaramente regionale”
Uil Fpl, Nursind e Cisl Fp, pur definendo il 116-117 uno strumento “potenzialmente utile” per rafforzare l’assistenza territoriale e ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorso, pongono con forza il tema della governance. “La sua titolarità e gestione non possono restare in capo a una singola Azienda sanitaria territoriale”, sostengono. Il rischio, secondo le tre sigle, è quello di avere un servizio “formalmente regionale ma strutturalmente incardinato in un’Azienda locale”. Per questo chiedono che “la titolarità, la direzione e la gestione complessiva del 116-117 siano ricondotte in modo chiaro e definitivo a una struttura centrale regionale, quale Sores/Arcs”. Critica anche l’ipotesi di utilizzare il numero come supporto in caso di aggressioni al personale sanitario: “Un numero nato per i cittadini non può diventare uno strumento surrogato per la gestione della sicurezza degli operatori”, affermano, chiedendo invece investimenti mirati e protocolli specifici.
Prima i risultati, poi gli assetti
La differenza di impostazione resta evidente: per Uil Fpl, Nursind e Cisl Fp la priorità è definire una governance regionale chiara fin da subito; per la Fp Cgil, invece, conta far funzionare il servizio e valutarne gli esiti. “Non ci interessa dove parte – conclude Olivo – ma che produca risultati concreti in termini di salute per i cittadini del Friuli Venezia Giulia. Ora lasciamo lavorare i professionisti e facciamo decollare definitivamente il 116-117”.
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