Veneto

La formazione è l’antidoto alla criminalità

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La figlia del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di via D’Amelio nel 1992, porterà la sua testimonianza a Mestre in un evento dedicato al ruolo cruciale della formazione nella lotta alla criminalità organizzata. L’appuntamento, dal titolo “Disarmare l’ignoranza: perché la formazione è il primo nemico della criminalità”, si terrà mercoledì 18 marzo alle 18:30 presso l’hotel Leonardo Royal.

Fiammetta Borsellino, che aveva solo diciannove anni quando perse il padre nell’attentato mafioso, ha dedicato la sua vita alla memoria del magistrato e alla promozione di una cultura antimafia basata sull’educazione e sulla responsabilità individuale. La sua presenza rappresenta un’opportunità unica per riflettere sul legame tra istruzione e contrasto alla criminalità.

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L’iniziativa, promossa da Enforma, nasce in un momento storico particolare, in cui le organizzazioni criminali hanno modificato le loro strategie, prediligendo un’infiltrazione silenziosa nel tessuto economico rispetto alle azioni violente del passato. Questo cambiamento rende ancora più urgente sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della formazione come strumento di prevenzione.

I dati della ricerca confermano questa correlazione: le statistiche internazionali mostrano che i detenuti che partecipano a programmi educativi durante la detenzione hanno una probabilità del 43% inferiore di ricadere in attività criminali. Non solo: l’accesso all’istruzione aumenta significativamente le possibilità di trovare un’occupazione dopo il periodo detentivo, riducendo il rischio di emarginazione sociale.

La formazione va oltre l’acquisizione di competenze tecniche. Come sottolineano gli organizzatori, essa costituisce un percorso di crescita personale che rafforza l’autostima, sviluppa capacità relazionali e aiuta a costruire alternative concrete alla devianza. Ogni investimento in educazione rappresenta quindi un passo verso una società più equa e sicura.

Un’attenzione particolare è rivolta alle nuove generazioni. Studenti delle superiori, universitari e giovani professionisti sono chiamati a partecipare attivamente all’evento, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nella costruzione di una cultura della legalità. L’incontro offrirà loro l’opportunità di interagire direttamente con Fiammetta Borsellino, ponendo domande e condividendo riflessioni.

L’evento, aperto gratuitamente alla cittadinanza, alle imprese e alle istituzioni, vuole essere un momento di confronto collettivo sul valore della conoscenza come strumento di cambiamento sociale. La scelta della location, nel cuore di Mestre, sottolinea la volontà di coinvolgere l’intera comunità locale in questa riflessione cruciale per il futuro del territorio.

La testimonianza di Fiammetta Borsellino, unita all’analisi del ruolo della formazione nella prevenzione della criminalità, promette di offrire spunti preziosi per comprendere come l’educazione possa diventare uno strumento concreto di trasformazione sociale, capace di contrastare l’infiltrazione criminale attraverso la costruzione di consapevolezza e responsabilità civica.


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