Piemonte

La Fondazione Salone del Libro è privata, Pasquaretta assolto dall’accusa di peculato

TORINO – La parola fine arriva nel giorno più atteso. La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna nei confronti di Luca Pasquaretta, ex portavoce dell’ex sindaca di Torino Chiara Appendino. Una decisione che ribalta completamente l’esito dei precedenti gradi di giudizio e chiude definitivamente una vicenda giudiziaria che si trascinava da anni.

La sentenza e il ribaltamento dell’accusa

I giudici di terzo grado hanno smontato punto per punto la sentenza d’appello, accogliendo di fatto anche la linea della pubblica accusa: il sostituto procuratore generale aveva infatti chiesto l’annullamento della condanna per peculato, che era stata fissata a un anno e sei mesi. Una posizione non scontata, che ha contribuito a orientare l’esito finale del procedimento.

Non solo Pasquaretta. La stessa decisione è stata presa anche per Giuseppe Ferrari, ex direttore generale del Comune di Torino, e per l’ex presidente della Fondazione Montalcini, coinvolti nello stesso filone processuale.

Il nodo della consulenza al Salone del Libro

Al centro della vicenda c’era una consulenza da 5.000 euro ottenuta nel 2017 da Pasquaretta nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino. Secondo la Procura di Torino, quell’incarico non sarebbe mai stato effettivamente svolto, configurando così il reato di peculato.

Una ricostruzione che però non ha retto al vaglio della Cassazione. A pesare in modo determinante sarebbe stata l’interpretazione giuridica della natura della Fondazione organizzatrice del Salone: un ente di diritto privato e non pubblico. Un dettaglio tutt’altro che formale, perché proprio su questo punto si fondava l’impianto accusatorio. Se manca il presupposto pubblico, infatti, viene meno anche la configurabilità del peculato.

Un processo lungo e complesso

La decisione chiude un percorso giudiziario articolato, segnato da accuse pesanti e da una progressiva ridefinizione delle responsabilità. Già in appello, poco più di un anno fa, Pasquaretta era stato assolto dall’accusa più grave: l’estorsione ai danni della stessa Appendino.

Con l’annullamento senza rinvio, la Cassazione mette ora un punto definitivo sulla vicenda. Nessun nuovo processo, nessun ulteriore grado di giudizio: la posizione degli imputati è definitivamente archiviata.

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