La figlia di 2 mesi piange, il padre le stritola il volto. San Benedetto, la famiglia segnalata ai servizi sociali, l’uomo sarà ascoltato dal giudice

SAN BENEDETTO È accusato di lesioni personali aggravate nei confronti della figlia di due mesi, un giovane di 26 anni di origine nordafricana di Ascoli. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella mattina la neonata di due mesi era rimasta in casa da sola con il padre mentre la madre, 27 anni, originaria dell’America Latina, si era assentata per una visita medica.
Durante l’assenza della donna, la bambina avrebbe iniziato a piangere in modo insistente e, non riuscendo a calmarla, l’uomo avrebbe reagito in maniera sproporzionata, stringendole con forza il volto con una mano nel tentativo di farla smettere.
Un gesto che avrebbe provocato un trauma facciale, poi riscontrato dai medici. Al rientro a casa, la madre avrebbe trovato la figlia in condizioni preoccupanti, con un evidente livido su una guancia e uno stato di torpore che l’ha subito allarmata.
La donna avrebbe contattato una parente convivente, una donna di 56 anni anch’essa originaria dell’America Latina, e insieme si sarebbero recate immediatamente al pronto soccorso. In ospedale il personale sanitario ha rilevato i segni sul volto della bambina e ha attivato le procedure di tutela, segnalando il caso alle forze dell’ordine. La neonata è stata ricoverata nel reparto di pediatria per ulteriori accertamenti, mentre gli agenti hanno avviato gli approfondimenti ascoltando i familiari e acquisendo la documentazione clinica. Nel corso degli accertamenti il padre si è presentato spontaneamente in ospedale per informarsi sulle condizioni della figlia.
Disturbi psicologici
Agli investigatori avrebbe riferito di soffrire di disturbi psicologici e di essere in cura farmacologica, elementi che ora vengono valutati per comprendere il quadro complessivo della vicenda. Le verifiche hanno portato a contestare all’uomo un comportamento violento nei confronti della minore, con lesioni provocate mentre l’accudiva. Nei prossimi giorni l’uomo, accompagnato dal suo difensore di fiducia, l’avvocato Umberto Gramenzi, si presenterà davanti al giudice per essere ascoltato e fornire la propria versione dei fatti.
Nel frattempo restano attivi i servizi sociali per monitorare la situazione familiare e garantire la piena tutela della bambina. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire con precisione ogni passaggio di quanto accaduto e accertare le responsabilità della delicata vicenda.




