la famiglia del piccolo Filippo intona il Miserere di Selecchy da quattro generazioni

Le struggenti note del Miserere di Saverio Selecchy sono entrate nel dna familiare, tramandate di padre in figlio insieme alla fede e all’emozione che ogni teatino vive nel giorno di Venerdì Santo. E quest’anno, per la famiglia Caratelli, teatini doc, sarà una processione da record, perché segna l’esordio della quarta generazione fra i musicisti della processione.
Dietro al Cristo Morto, infatti, ci sarà anche Filippo, 6 anni, che segue le orme di bisnonno, nonno e papà, fra i protagonisti di uno dei giorni più attesi di tutta la città di Chieti.
A dare il via a una tradizione familiare sicuramente destinata a durare a lungo è stato, negli anni Settanta, Mario Caratelli, che fece la sua comparsa come cantore. Una passione, quella per l’appuntamento più importante dei riti della Settimana Santa teatina, trasmessa al figlio Nicola, noto fotografo, che quest’anno ha raggiunto lo straordinario traguardo della 62esima partecipazione alla processione, senza saltarne nemmeno una. Dall’età di 7 anni, infatti, si è dedicato allo studio del violino con il maestro Francesco Maviglia.
Una passione doppia, per la musica e per le tradizioni cittadine, tramandata a Giacomo, nipote di Mario Caratelli, che nel 1999 ha intrapreso lo studio del flauto traverso con il maestro Sandro Coppola nella sezione a indirizzo musicale della scuola media Chiarini.
La storia prosegue nel 2026, con il piccolo Filippo, pronipote di Mario, che a 6 anni, sotto la guida e lo studio con il maestro Silvia Di Virgilio, tra pochi giorni seguirà le orme del bisnonno, prendendo parte alla processione del Venerdì Santo.
Una storia di fede e amore per la città, dove l’emozione per l’antica processione si fonde a doppio filo con quella per un appuntamento imperdibile per tutta la famiglia.
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