Friuli Venezia Giulia

La cronaca corre. Faglia Doppia si ferma

30.01.2026 – 17.55 – Avevamo avvertito i lettori. Con un editoriale, qualche settimana fa, avevamo messo le carte sul tavolo: Faglia Doppia non era un vezzo grafico, né l’ennesima rubrica buona per riempire gli spazi tra una cronaca e un comunicato. Era – ed è – un metodo. Un modo diverso di fare informazione in un tempo che confonde la velocità con la qualità e il copia e incolla con il giornalismo. – Ora si comincia davvero. – Domani, sabato 31 gennaio alle ore 16, e dopodomani, domenica 1 febbraio alle ore 10, escono i primi due approfondimenti di Faglia Doppia. Non un esperimento, ma l’avvio operativo di un progetto che nasce da un’idea semplice e per questo scomoda: le notizie non vanno solo pubblicate, vanno interrogate. E spesso fanno resistenza. Faglia Doppia si chiama così perché Trieste vive sulle fratture e perché raccontarla con un solo sguardo è, nella migliore delle ipotesi, ingenuo. “Faglia” è ciò che corre sotto la superficie, dove la cronaca di solito non arriva. “Doppia” è il metodo: due firme, due punti di vista, confronto obbligatorio. Non per dividere il lavoro, ma per controllarlo. Perché nel giornalismo serio non ci si fida nemmeno di sé stessi.

Il primo approfondimento, firmato da Francesco Viviani e Agata Cragnolin, parte da una notizia che molti avrebbero liquidato in dieci righe: il triestino Stefano Felician, 43 anni, premiato a Bruxelles con uno degli Apa Awards 2026, riconoscimento assegnato ai migliori assistenti parlamentari del Parlamento europeo. Titolo perfetto. Applauso. Bandierina locale. Fine. – Invece no. – Perché Felician non è un personaggio da passerella. È uno di quelli che lavorano dove le decisioni nascono prima di diventare politiche. Assistenti parlamentari: figure centrali, decisive, eppure invisibili. Gente che non vota ma prepara i voti, non parla in aula ma costruisce i dossier. Raccontarlo significa spiegare come funziona davvero Bruxelles, non come ci piace immaginarla quando serve un colpevole generico chiamato “Europa”.

Il secondo approfondimento, domenica mattina, cambia scena ma non sostanza. Benedetta Marchetti ed Eleonora Carcarino entrano in un altro fronte di faglia: quello dell’economia quotidiana. Fast fashion, commercio online, negozi che chiudono e pacchi che arrivano. Al centro c’è Donatella Klemse, titolare di Mondo Didy, negozio dell’usato. Non l’intervista folkloristica alla “bottega che resiste”, ma un tentativo di capire se, dentro il consumo compulsivo, stia nascendo anche una stanchezza. E magari una scelta diversa.

Due temi lontani solo in apparenza. Bruxelles e una vetrina di quartiere. In mezzo c’è la stessa domanda: chi decide davvero come viviamo? Le istituzioni o il mercato? Le politiche o le abitudini? Spesso entrambe, senza chiedere permesso. Faglia Doppia nasce per questo. Non per dare lezioni, ma per smontare i meccanismi. Non per spiegare tutto, ma per evitare di raccontare sciocchezze. In un’informazione locale sempre più ridotta a bacheca, è già una presa di posizione. Avevamo detto che non sarebbe stata una rubrica. Ora lo dimostriamo. Domani e dopodomani si parte. Poi, ogni settimana. Con una convinzione poco di moda: il giornalismo non serve a fare rumore. Serve a fare chiarezza. Anche quando dà fastidio.

Il direttore responsabile

Francesco Viviani

Nasce Faglia Doppia: perché raccontare non è ripubblicare




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