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La Cpi archivia l’indagine sulle sanzioni Usa del 2014 al Venezuela – Altre news

La Corte penale internazionale
ha deciso di archiviare l’esposto del Venezuela, secondo cui le
sanzioni degli Stati Uniti risalenti al 2014 avrebbero provocato
crimini contro l’umanità, ritenendo che non esista “una base
ragionevole” per sostenere tale accusa.

   
Nel 2020 Caracas deferì il caso alla Corte sostenendo che le
misure imposte da Washington avessero causato crimini come
omicidio, deportazione e persecuzione. A seguito dell’esame
avviato, oggi la Cpi ritiene che non vi sia “alcuna base
ragionevole per ritenere che siano stati commessi crimini
rientranti nella giurisdizione della Corte penale
internazionale”.

   
L’Aja, ha spiegato l’ufficio del procuratore, riconosce che è
“generalmente accettato” che le sanzioni statunitensi “possano
aver aggravato una già grave situazione umanitaria”, ma questo
non basta a dimostrare “un nesso causale sufficiente” tra le
misure restrittive e i crimini denunciati dal Venezuela. Resta
invece aperta un’indagine separata sui presunti crimini contro
l’umanità legati alla repressione delle proteste nel Paese dal
2014.

   
L’ufficio del procuratore precisa inoltre che la decisione
“non è collegata agli eventi del gennaio 2026 in Venezuela”
relativi alla cattura, con un blitz ordinato da Donald Trump,
dell’allora presidente Nicolas Maduro e della moglie.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


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