La cosca Arena di Isola Capo Rizzuto affidata ai discendenti del capostipite defunto
«Le indagini» hanno svelato il «mutato organigramma» della cosca Arena che «ha mantenuto in posizione verticistica l’erede dell’originario capostipite, Nicola Arena (del 1937)», deceduto nel 2022: ossia, Salvatore Arena, detto “Caporale” (per lui 13 anni e 4 mesi di carcere), insieme a Martino Tarasi (10 anni) come «organizzatore» nel Bergamasco dove il clan ha allungato i tentacoli attraverso società ed estorsioni. Mentre «tra i partecipi» figurano Antonio Sestito (20 anni) e Giovanni Greco (12 anni e 10 mesi).
Così la Cassazione descrive l’operatività delle nuove leve dell’organizzazione criminale di Isola Capo Rizzuto. E lo fa nelle 144 pagine della sentenza che il 31 marzo scorso, rendendo definitive 42 condanne, ha apposto il sigillo sul processo (di rito abbreviato) nato dall’inchiesta “Golgota” della Dda di Catanzaro. L’operazione, venuta alla luce il 10 febbraio 2021 con 36 arresti della Polizia di Crotone, ha fatto luce sul rinnovato «assetto» degli Arena. I quali, dopo i blitz “Jonny” del 2017 e “Tisifone” del 2018, s’erano riorganizzati sia per la «carcerazione» di coloro «che negli anni» avevano «occupato un ruolo apicale» nel gruppo criminale, sia per «un naturale ricambio generazionale» col «vertice» che però sarebbe rimasto nelle mani dei «discendenti» di Nicola Arena.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale
Source link




