Abruzzo

La Corte dei Conti conferma la condanna dell’ex sindaco Di Primio: “Sentenza gravida di contraddizioni”


«È uscita la sentenza della Corte dei Conti che conferma il mio “contributo concausale al dissesto”. La Corte afferma che, “nonostante l’ampiezza e la continuità degli interventi, molte criticità strutturali sono rimaste irrisolte…pur a fronte di un’attività amministrativa ampia e documentata, le misure ordinarie adottate nel periodo di riferimento si sono rivelate complessivamente insufficienti e spesso inefficaci nel riportare il Comune di Chieti in una condizione di equilibrio e stabilità finanziaria. Ne deriva che le condotte poste in essere dal sindaco Di Primio non sono risultate causalmente idonee a superare le difficoltà finanziarie né a escludere l’esito del dissesto”. Dice sempre la Corte, parlando di quello che abbiamo fatto per tentare di aumentare le entrate (leggi Teateservizi) che “le condotte politiche, pur connotate da plurimi interventi e sollecitazioni, non sono risultate idonee a tradursi in risultati finanziari tangibili e duraturi sul versante decisivo della riscossione e della gestione dei residui attivi”. Sono dispiaciuto e molto arrabbiato. Le sentenze si rispettano anche quando appaiono ingiuste. Adesso valuterò se appellare una sentenza gravida di contraddizioni».
Questo quanto scrive l’ex sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, dopo la conferma della condanna da parte della Corte dei Conti. 

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Assolti invece l’attuale primo cittadino Diego Ferrara e l’assessora Tiziana Della Penna. 


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