Liguria

La comunità venezuelana in piazza a Genova: “Lottiamo per la libertà e la democrazia”

Genova. La comunità venezuelana a Genova si è riunita sabato sera in piazza Caricamento dopo l’attacco degli Stati Uniti che ha portato all’arresto del presidente Nicolas Maduro. Un’iniziativa nata per esprimere “vicinanza, preoccupazione e speranza per il futuro del Paese“.

Il raduno è iniziato alle 20.00 con una preghiera collettiva seguita dall’inno nazionale venezuelano. Molti partecipanti hanno portato bandiere e cartelli, manifestando solidarietà verso i connazionali che in queste ore affrontano tensioni e incertezze.

“Siamo qui per ricordare che, anche lontani dalla nostra terra, non smettiamo di lottare per la libertà, la democrazia e il rispetto dei diritti umani – spiega la portavoce della comunità, Soreilis Rojas -. Il Venezuela vive un momento difficile, e la nostra presenza oggi è un atto di amore e responsabilità verso il nostro Paese”.

Lunedì il presidio di Potere al Popolo: “Liberate Maduro”

Di ispirazione ben differente il presidio “in solidarietà con la Repubblica Bolivariana del Venezuela e contro l’attacco imperialista statunitense” lanciato da Potere al Popolo per lunedì 5 gennaio alle 18.30 in via Dante, nei pressi del consolato statunitense. Tra le richieste c’è anche “la liberazione di Maduro“.

Gli Usa ancora una volta attaccano un Paese sovrano e sconvolgono la pace di un’intera regione – accusa il movimento -. Dopo mesi di minacce e operazioni di logoramento al largo delle coste Venezuelane, ora portano la guerra direttamente nella capitale, bombardando punti strategici e quartieri popolari, facendo carta straccia di ogni basilare norma del diritto internazionale. E gli altri paesi occidentali che hanno fatto in questi mesi? Hanno provato a opporsi all’ennesima operazione di guerra? Hanno detto qualcosa contro l’ennesima aggressione? Silenzio e assenso complice, a partire dal nostro governo.

“Questo è stato chiaro già a partire dal conferimento del premio Nobel per la pace alla Machado, che ha invocato più volte il golpe e l’aggressione militare al proprio Paese. Anche in quel caso il nostro governo è stato uno dei maggiori responsabili e supporter dell’estrema destra latino-americana – continua Potere al Popolo -. Come si legge dal comunicato ufficiale della Repubblica Bolivariana, l’intento di Trump è chiaro: impadronirsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, tentando di spezzare con la forza l’indipendenza politica della Nazione e con essa il protagonismo e i progetti del popolo venezuelano. Chiediamo a tutte le forze democratiche e progressiste di fare sentire da subito la propria contrarietà a questa nuova escalation bellica, e la propria vicinanza ai popoli del Venezuela”.

Da sinistra la condanna agli Stati Uniti

Intanto il Partito Democratico ligure, col segretario regionale Davide Natale, i segretari provinciali e la responsabile Esteri della segreteria regionale Margherita Mereto Bosso, prende posizione “contro l’escalation militare avviata dal presidente Trump in Venezuela“.

“Non ci può essere un ordine mondiale giusto fondato sull’uso arbitrario e indiscriminato della forza come strumento di risoluzione dei conflitti o difesa di interessi economici e strategici – commenta il Pd -. Questa aggressione, purtroppo nella scia dei numerosi fronti di guerra diretta e indiretta aperti nel mondo, riporta le lancette della storia sempre più verso una spartizione imperiale delle risorse e delle sfere di influenza tra le grandi potenze. A rimetterci, come sempre, sono e saranno i popoli e il diritto internazionale. Occorre restituire alla politica il suo ruolo di mediazione, per rafforzare, anzi per ricominciare un cammino verso legami di maggiore solidarietà e cooperazione tra le nazioni”.

Questo colpo di stato mascherato da operazione speciale moltiplica il caos e affievolisce le ragioni del dialogo: la democrazia non si esporta con le bombe e lo stato di diritto non si fonda sulla prevaricazione”, continuano i dem, che poi riprendono direttamente le parole degli ultimi due papi: “Si ristabilisca il primato delle leggi internazionali, si arresti questa folle corsa verso la terza guerra mondiale a pezzi, si ribadisca soprattutto in Europa un impegno collettivo per far cessare la voce delle armi e riaccendere il percorso di una pace davvero disarmata e disarmante. No alla logica dell’equilibrio fra potenze, sì a un nuovo ordine multilaterale costruito su basi democratiche e di progresso dei popoli. La guerra, anche quella condotta attraverso la disinformazione, il terrorismo, le pressioni economiche e tecnologiche, non è e non può essere la soluzione di alcun problema. Il Partito Democratico della Liguria aderisce e aderirà a tutte le iniziative che saranno spontaneamente organizzate nei territori in difesa della pace e della giustizia fra i popoli“.

Rifondazione Comunista “condanna senza se e senza ma il bombardamento del Venezuela da parte degli Stati Uniti – si legge in una nota firmata dal segretario regionale Jacopo Ricciardi -. L’aggressione militare voluta da Trump è un crimine, l’ennesima violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo le risorse petrolifere di quel paese. L’attacco di queste ore segue più di due decenni di destabilizzazione e terrorismo cominciati fin dal primo giorno della vittoria elettorale di Chavez. Come al solito le campagne mediatiche fabbricano il nemico e poi arrivano le bombe. Chiediamo che il governo e il parlamento italiani condannino l’aggressione imperialista nordamericana. Esprimiamo la nostra solidarietà alla Repubblica Bolivariana del Venezuela. Invitiamo alla mobilitazione per la cessazione immediata dei bombardamenti”.




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