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La classifica dei bilanci: l’Inter supera il Milan. I top club europei sfondano quota 12 miliardi


MILANO – L’Inter supera il Milan nella classifica dei venti club con i ricavi più alti in Europa, salendo all’undicesimo posto. Il Real Madrid resta in testa, e tra le società inglesi, per la prima volta, a primeggiare è il Liverpool, quinto nel ranking. Cresce anche il calcio femminile: i ricavi aggregati dei primi 20 club europei superano quota 150 milioni, con l’Arsenal Women che scalza in vetta il Barcellona, grazie a ricavi pari a 25,6 milioni. Sono questi i principali dati della Football Money League 2026, report annuale di Deloitte Sports Business Group sui conti delle maggiori società calcistiche del continente.

I ricavi del calcio superano i 12 miliardi

Per la prima volta, i 20 club con i maggiori introiti del calcio mondiale hanno superato la soglia complessiva dei 12 miliardi di euro di ricavi. Il dato segna un nuovo primato, con una crescita dell’11% rispetto alla stagione precedente e con tutte e tre le principali voci di entrata su livelli mai raggiunti prima. In testa alla classifica resta il Real Madrid, che nella stagione 2024/25 ha generato ricavi di 1,161 miliardi di euro. Alle sue spalle si collocano FC Barcelona, con 975 milioni, Bayern Monaco, con 861, Paris Saint-Germain, 837, e Liverpool, 836 milioni.

La classifica dei ricavi in Europa

Il commerciale guida la crescita dei club

I ricavi commerciali, pari a 5,3 miliardi di euro, si confermano per il terzo anno consecutivo come la principale fonte di entrata, incidendo per il 43 per cento sul fatturato complessivo 2024/25. Alla base della crescita ci sono modelli di business sempre più strutturati: maggiore utilizzo degli stadi e delle aree circostanti anche nei giorni senza partite, aumento delle sponsorizzazioni e migliori performance nel retail. Il peso dei ricavi commerciali varia sensibilmente all’interno della classifica: rappresentano quasi la metà del fatturato (48 per cento) per i club della top 10, ma scendono al 32 per cento per quelli tra l’undicesimo e il ventesimo posto.

Stadi e diritti tv trainano i bilanci

I ricavi da stadio sono cresciuti del 16 per cento, risultando la voce in più rapida espansione, con 2,4 miliardi di euro, pari al 19 per cento del totale. A sostenere questo andamento hanno contribuito il miglioramento dell’esperienza dei tifosi e nuove opportunità di monetizzazione, come le Personal Seat Licenses. Anche i diritti televisivi hanno registrato un aumento del 10 per cento, arrivando a rappresentare il 38% dei ricavi complessivi. Un ruolo determinante lo ha avuto l’impatto della FIFA Club World Cup, disputata la scorsa estate: dieci club della Money League hanno preso parte al torneo, con un incremento medio del 17 per cento dei ricavi broadcast. A questo si è aggiunto l’ampliamento delle principali competizioni UEFA per club maschili.

Dieci anni di crescita a due velocità

Negli ultimi dieci anni, i ricavi dei club della top 10 e di quelli posizionati tra l’undicesimo e il ventesimo posto sono cresciuti in modo significativo (+60 per cento contro +84 per cento), ma lungo traiettorie diverse e sostenute da fattori di sviluppo non sempre coincidenti. Tim Bridge, lead partner del Deloitte Sports Business Group, commenta: “Non è un caso che i club nella parte alta della classifica siano quelli maggiormente in grado di investire nello sviluppo dei ricavi commerciali. Si osserva una crescente attenzione alla valorizzazione del brand e degli asset legati allo stadio. La presenza di birrifici, hotel e ristoranti interni alla struttura, rappresenta una scelta strategica per diversificare le entrate e creare poli di intrattenimento attivi tutto l’anno”.

Real e Barça consolidano il primato

Il Real Madrid consolida la propria posizione di vertice con ricavi prossimi a 1,2 miliardi nel 2024/25. Nonostante una flessione del 6 per cento dei ricavi da stadio, il club ha più che compensato grazie a una crescita del 23 per cento dei ricavi commerciali, trainata dal merchandising e dall’ingresso di nuovi partner. Da soli, questi introiti basterebbero a collocare il club nella top 10 della Money League. Per la prima volta dal 2019/20, l’FC Barcelona torna tra i primi tre della classifica, chiudendo al secondo posto con 975 milioni di euro, pur continuando a giocare lontano dallo Spotify Camp Nou. Il balzo del 27 per cento rispetto al 2023/24 è stato favorito soprattutto dall’introduzione delle Personal Seat Licenses, legate al progetto di rinnovamento dell’impianto.

Liverpool primo club inglese per ricavi

I risultati sportivi restano determinanti per il posizionamento finale. Per la prima volta nella storia della classifica, il Liverpool è diventato il club inglese con i ricavi più elevati, salendo al quinto posto. Il dato è stato spinto dal ritorno in Champions League e da un aumento del 7 per cento dei ricavi commerciali, favorito anche dall’organizzazione di eventi extra-calcistici ad Anfield. Il Manchester City scivola invece al sesto posto con 829 milioni di euro, penalizzato da un rendimento inferiore in Premier League e da un’eliminazione anticipata in Champions League. Ancora più marcato il calo del Manchester United, sceso dal quarto all’ottavo posto: i ricavi da diritti TV sono diminuiti da 258 a 206 milioni di euro, complice l’assenza dalla Champions e il quindicesimo posto in campionato.

Le italiane

Fra le squadre di casa, in classifica ci sono Inter, Milan e Juventus. I nerazzurri sono gli unici a crescere, passando dal 14esimo all’11esimo posto a quota 537,5 milioni. Il club guidato da Chivu in questa stagione ha nettamente il primato sulle voci del matchday e soprattutto sui diritti tv (277 milioni solo dal broadcast). Il Milan passa leggermente avanti sui ricavi commerciali (162,5 contro 152,5 milioni dei cugini), ma complessivamente i rossoneri scivolano di due posizioni andando a occupare la 15esima piazza con 410,4 milioni. Chiude il terzetto la Juventus, subito dietro al sedicesimo posto: piazzamento confermato rispetto alla edizione passata, appena sopra quota 400 milioni di euro.

Mondiale per club spinta decisiva

La partecipazione alla FIFA Club World Cup 2025 ha avuto effetti rilevanti anche per altri club. Il Bayern Monaco, con 861 milioni di euro, è rientrato nella top 3 per la prima volta dal 2020/21 grazie all’aumento dei ricavi televisivi legati al torneo. Il Benfica, 19° con 283 milioni, è tornato in classifica dopo vent’anni, diventando il primo club fuori dai “big five” a entrare nella Money League dal 2020/21. Per la prima volta dal 2021/22, la graduatoria include un solo club francese, il Paris Saint-Germain (quarto), in un contesto segnato dalle difficoltà della Ligue 1 sul fronte dei diritti TV 2024/25.

Bridge ha aggiunto: “Le prestazioni sul campo restano il principale motore di crescita per i club che ambiscono a salire nelle posizioni più alte della classifica, anche grazie all’espansione delle competizioni europee e internazionali. Nella stagione 2024/25, i club della Money League hanno disputato mediamente più partite rispetto all’anno precedente. Sebbene ciò rappresenti un’importante opportunità finanziaria, è fondamentale trovare un equilibrio tra ottimizzazione dei ricavi, la tutela del valore del prodotto sportivo e benessere dei calciatori, in un calendario sempre più fitto”.

Calcio femminile oltre quota 150 milioni

Per il quarto anno consecutivo, la Deloitte Football Money League analizza anche i 15 club femminili con i maggiori ricavi a livello globale. La stagione 2024/25 segna un nuovo record: 158 milioni di euro complessivi, con una crescita del 35 per cento e ricavi medi per club superiori ai 10 milioni. L’Arsenal Women guida la classifica con 25,6 milioni di euro, superando per la prima volta l’FC Barcelona Femení. Secondo posto per il Chelsea Women, con 25,4 milioni, leader nei ricavi commerciali, mentre il Barcellona femminile completa il podio con 22 milioni. Jennifer Haskel, Knowledge and Insight lead del Deloitte Sports Business Group, ha commentato: “La crescita del calcio femminile è stata significativa negli ultimi anni, ma il passaggio dalla fase di start-up a quella di consolidamento richiede tempo, investimenti costanti e una solida strategia”.


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