La Cina punta sul dialogo in un «anno decisivo» nei rapporti con gli Stati Uniti
NEW DELHI – Domenica mattina, nel corso di un’attesa conferenza stampa, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha sottolineato la necessità di dialogare con gli Stati Uniti e, pur senza confermare la visita di Stato di fine mese a Pechino del presidente americano Donald Trump, ha detto di sperare che il 2026 sarà un «anno decisivo» nei rapporti tra i due Paesi.
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Wang ha criticato la decisione di Stati Uniti e Israele di attaccare l’Iran («questa è una guerra che non doveva scoppiare») e ha chiesto un immediato cessate il fuoco. Ma, allo stesso tempo, ha sottolineato la necessità di un dialogo con gli Usa, lasciando intendere come – nonostante le operazioni di regime change portate avanti dagli americani nei confronti di due partner strategici della Cina come Iran e Venezuela – la priorità di Pechino rimanga la stabilizzazione dei rapporti con Washington. «Il mancato dialogo tra le due nazioni – ha detto Wang – porterebbe solo a incomprensioni e valutazioni errate, con il rischio di un’escalation verso lo scontro e danni per il mondo.»
Parlando del possibile incontro a cavallo tra marzo e aprile tra il presidente cinese Xi Jinping e Trump, Wang ha detto che «l’agenda per un confronto ad alto livello è sul tavolo. Ciò che è necessario è che entrambe le parti compiano preparativi approfonditi per creare un contesto favorevole alla gestione delle divergenze esistenti».
Cina e Stati Uniti hanno raggiunto un compromesso temporaneo sulla questione dei dazi americani, dopo che Pechino ha introdotto dei limiti alle sue esportazioni di minerali critici. Un equilibrio precario, quello tra le due superpotenze, che nelle ultime settimane è stato sottoposto a ulteriori sollecitazioni dopo la decapitazione dei regimi in Venezuela e Iran, due Paesi centrali nelle strategie di approvvigionamento energetico di Pechino.
Source link




