La casa maternità Le Maree alla Foce chiude: “Decisione molto sofferta”

Genova. Dopo 11 anni di attività chiude la Casa Maternità Le Maree, alla Foce, per anni punto di riferimento per future mamme e famiglie.
“Con il cuore colmo d’amor e con le lacrime agli occhi vi informiamo che l’associazione di promozione sociale chiuderà le sue porte nei prossimi mesi”, hanno scritto le quattro ostetriche dell’associazione sui social, una decisione presa “dopo un’attenta valutazione della situazione attuale e delle sfide che ci siamo ritrovate ad affrontare”.
Le indagini della procura di Genova
Il riferimento è all’indagine aperta dalla procura di Genova nel marzo del 2024, quando i carabinieri del Nas avevano messo sotto sequestro preventivo la struttura di corso Torino in cui le donne in gravidanza vengono assistite prima, durante e dopo il parto, che avviene non in ospedale ma nei locali del centro. La struttura era stata poi dissequestrata qualche giorno dopo, con l’unica limitazione di non consentire i parti.
Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Giuseppe Longo, le ostetriche avrebbero aperto e gestito il centro senza le necessarie autorizzazioni. Sono inoltre accusate di esercizio abusivo della professione, ricettazione, commercio o somministrazione di medicinali scaduti o mal conservati. Le indagini sono state chiuse ad agosto 2025.
Il nodo dell’autorizzazione
L’inchiesta era stata in un primo momento archiviata dalla pm Arianna Ciavattini e poi riaperta dopo una nuova informativa dei Nas. Al centro degli accertamenti sempre l’assenza, secondo gli investigatori, di autorizzazione specifica per svolgere l’attività di degenza post parto di madri e neonati.
Tale autorizzazione, era la motivazione alla base del sequestro, “non può essere concessa in Liguria la cui legge sanitaria non prevede, tra le strutture sanitarie che possono operare al di fuori degli ospedali e delle cliniche private, le cosiddette case maternità”.
L’incertezza sul futuro e la richiesta di supporto
La Casa Maternità Le Maree chiuderà dunque i battenti a fine marzo: “Siamo consapevoli dell’impatto che questa decisione avrà su di voi e desideriamo ringraziarvi di cuore per il supporto e la partecipazione nel corso degli anni”, scrivono le ostetriche, che hanno chiesto anche supporto “per affrontare le spese di chiusura”.
Non è chiaro cosa ne sarà in futuro della struttura: “Le professioniste che negli ultimi mesi hanno collaborato con noi stanno esplorando diverse opzioni per continuare a far vivere questa casa, se qualcuno avesse idee o progetti non esiti a contattarle”.




