La calma prima della grande sfida. Via alle prove dei quartieri con i tabelloni nuovi

Una tranquilla, prima giornata di prove in piazza Grande, preceduta dalla riunione operativa sulla lizza tra rettori, maestro di campo e Comune. Fa caldo ma non troppo, in tutti i sensi. Non c’è afa bensì un gradevole venticello. E l’atmosfera in tribuna è di relax totale: nulla a che vedere con le serate di giugno, quando l’aria era più frizzantina e i quartieristi più animosi. Un po’ incide anche la presenza dei tavolini dei bar davanti alle Logge, fatto sta che i primi tiri contro il buratto sono allenamento e poco più.
La novità è che i giostratori colpiscono il tabellone riveduto e corretto, con il braccio verticale del 4 finalmente a norma di regolamento, cioè 4 millimetri più largo di prima. Secondo gli addetti ai lavori, nulla cambierà per gli equilibri di Giostra e siccome il parere è unanime, c’è da credere sia veramente così.
Alla fine le notizie più succose, si fa per dire, arrivano da altri angoli della città. Dalla prefettura per esempio, dove il comitato per la sicurezza pubblica ha investito i rettori del compito di controllare i figuranti prima e durante la Giostra, come a giugno. Basterà per mettere un freno ai disordini? Speriamo.
Sulla lizza pochi sussulti. In scioltezza Porta Crucifera, sotto lo sguardo attento di Andrea Vernaccini. La strategia per aprire la piazza è in via di elaborazione: toccherà ancora a Innocenti, come a giugno, oppure a Vanneschi? Nei prossimi giorni sapremo. Prove lineari anche per Sant’Andrea, l’ultimo a cedere le armi a giugno e chiamato a riscattare quella che molti, dentro il quartiere, considerano un’occasione persa.
Come da tradizione, sessione light per Santo Spirito, con Cicerchia e Scortecci favoriti d’obbligo anche stavolta. Sono i più vincenti del lotto, hanno medie punteggi da capogiro e a giugno hanno dato l’ennesima dimostrazione di forza. La Giostra è strana e imprevedibile ma loro partono una spanna più avanti. Infine Porta del Foro, a digiuno dal 2019, che chiuderà la piazza con aspettative alte nonostante tutto. Più che la didattica di Enrico Vedovini, o i colpi di Rossi e Vitellozzi, sarà fondamentale il sostegno della buona sorte. Al di là degli errori commessi, in questi ultimi anni alla Chimera è sempre mancato.
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