La burocrazia nemica dei lucani
I limiti della burocrazia, in Basilicata uno dei dati più alti, che emerge da uno studio finanziato dalla Commissione Europea. Nella regione i manager dedicano il 15% del tempo agli adempimenti
La burocrazia in Basilicata costa alle imprese più tempo che in molte altre regioni d’Italia: lo sostiene la pubblicazione “Subnational Business Ready in the European Union 2025: Italy”, finanziata dalla Commissione Europea: nell’indagine infatti si legge che sulla base di un campione rappresentativo di oltre 1216 imprese intervistate in Italia, «l’alta dirigenza (delle imprese, ndr) dedica in media il 12% del proprio tempo alla gestione degli adempimenti normativi, una quota superiore alla media dei paesi ad alto reddito, che è pari all’8%.
BUROCRAZIA, LO STUDIO DELLA COMMISSIONE EUROPEA
Questa percentuale sale al 15% in regioni come Campania, Basilicata e Calabria, e al 14% in Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, mentre risulta più bassa nelle Marche, in Umbria e in Abruzzo (8%)». Una rappresentazione plastica di questa situazione riguarda la mole di lavoro da sostenere per ottenere licenze e permessi: nel sud la situazione è gravosa e la Basilicata non fa eccezione. «Mentre a livello nazionale solo il 5% delle imprese identifica le licenze e i permessi commerciali come un ostacolo grave o molto severo a fronte del 9% registrato mediamente nei paesi ad alto reddito», si legge ancora nel report, «tale quota raggiunge la doppia cifra in diverse regioni del Sud: il 10% in Campania, Basilicata e Calabria e il 18% in Sardegna e Sicilia».
LA GRAVOSA SITUAZIONE AL SUD E IN BASILICATA
Il rapporto è citato nell’ultimo studio della Cgia di Mestre che mette invece sotto la lente il paradosso italiano per cui, a fronte di norme uguali su tutto il territorio, la nostra Pubblica Amministrazione applica tempi amministrativi e giudiziari diversi da città a città. Una inefficienza burocratica che «agisce come un’imposta occulta, frena gli investimenti, rappresenta un nemico invisibile, scoraggia l’iniziativa privata e accentua le disuguaglianze tra territori». E che riguarda anche il Mezzogiorno.
IL CASO NEL SETTORE EDILIZIA
Per quel che attiene l’edilizia, prova del nove della situazione, secondo Cgia in Italia servono in media oltre sei mesi e mezzo – 198 giorni – per ottenere una concessione edilizia per costruire un capannone commerciale. «Ma nelle grandi aree urbane il quadro peggiora: a Milano e Napoli si sale a 7,2 mesi, 220 giorni, a Torino 210 giorni, cioè 6,9 mesi, a Palermo 205 giorni, 6,7 mesi».
BUROCRAZIA E GIUSTIZIA CIVILE
Più critico è il fronte della giustizia civile, «in particolare per quanto riguarda le procedure di insolvenza », scrive Cgia. Qui il dato nazionale parla di una durata media di 36 mesi, 1.095 giorni, per arrivare alla liquidazione di un’impresa insolvente. Il quadro non migliora se si guarda alla risoluzione delle controversie commerciali, perché «in Italia servono in media 600 giorni, circa 20 mesi, per chiudere una disputa tra imprese».
Nel Mezzogiorno, scrive Cgia, questi fenomeni sono più diffusi non per inferiorità civica o amministrativa, «ma per un equilibrio istituzionale storicamente determinato. L’unificazione amministrativa, avvenuta con l’unità d’Italia, estese al Sud un modello burocratico concepito per contesti produttivi più dinamici, senza adattamenti adeguati. In presenza di un settore privato debole e di scarse alternative occupazionali, la funzione pubblica ha assunto anche un ruolo di stabilizzazione sociale, diventando, in molte aree del Mezzogiorno, un serbatoio occupazionale. Inoltre, la debolezza dell’economia privata ha ridotto la “pressione” per regole semplici e prevedibili, favorendo pratiche discrezionali e intermediazioni improduttive», scrive Cgia. La cattiva burocrazia, infine, non danneggia solo le imprese, «ma colpisce anche gli stessi enti pubblici. Non è riconducibile a carenze individuali dei funzionari, ma a fattori strutturali: complessità normativa, frammentazione istituzionale, incentivi distorti e assetti di governance inadeguati».
Source link


