Molise

La bambola della Quaresima: al Muves memoria e simboli dell’antica usanza molisana (VIDEO) | isNews

Il direttore Antonio Scasserra riporta alla luce una delle tradizioni popolari più suggestive della tradizione


CAMPOBASSO. Il Muves – Museo delle Vestimenta riporta alla luce una delle tradizioni popolari più suggestive del Molise e dell’Italia meridionale: la personificazione della Quaresima, antico rito che segnava simbolicamente la fine del Carnevale e l’inizio del periodo di preparazione alla Pasqua.

Si tratta di una consuetudine profondamente radicata nella cultura popolare. La Quaresima veniva rappresentata con una bambola o un fantoccio, solitamente vestito con abiti tradizionali scuri, a richiamare il senso di sobrietà e raccoglimento tipico di questo tempo liturgico. La figura veniva poi appesa alle porte, alle finestre o ai balconi delle case, diventando un segno visibile del passaggio dal clima festoso del Carnevale a quello più austero del periodo che precede la Pasqua.

“Nel fantoccio – spiega il direttore del Muves Antonio Scasserra – erano racchiusi tutti i simboli del cammino quaresimale: digiuno, astinenza e moderazione. Ogni paese molisano custodiva varianti simboliche differenti, testimonianza della ricchezza e della diversità delle tradizioni locali. Pur cambiando nei dettagli, il significato restava invariato: ricordare alla comunità l’importanza di un tempo dedicato alla riflessione e alla preparazione spirituale.

La Quaresima, nella tradizione molisana, assumeva anche la funzione di calendario. Alla bambola venivano fissate sette penne di gallina inserite in una grande cipolla dorata: ogni domenica si rimuoveva una penna, fino ad arrivare alla settima, di colore bianco, che segnava la Domenica delle Palme, anticamera della Pasqua. Un gesto semplice ma carico di valore simbolico, che scandiva l’attesa e accompagnava le famiglie nel percorso verso la festa”.

Con iniziative come questa, il Muves si conferma sempre più punto di riferimento per la cultura molisana, dove non solo si custodiscono e valorizzano i costumi tradizionali, ma si raccontano e si tramandano le usanze e i riti popolari dell’intera regione, mantenendo vivo un patrimonio di grande valore.

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