Veneto

la 20enne resta in carcere

Si è resa protagonista di un grave incidente giovedì scorso, un incidente che poteva diventare gravissimo se avesse investito una gondola o una barca con passeggeri. La ragazza di vent’anni responsabile di aver rubato un barcone per andarsi a schiantare sotto il Ponte di Rialto, è stata trasferita in carcere dopo l’udienza di convalida dell’arresto. La decisione è stata presa dal Tribunale di Venezia al termine del processo per direttissima, che ha ricostruito in ordine cronologico i fatti e il profilo dell’indagata.

L’episodio ha avuto origine in Erbaria, nell’area della Pescheria di Rialto. La giovane, senza fissa dimora e con una storia di marginalità e dipendenze, ha sottratto una barca da trasporto merci appartenente a un’azienda privata, ormeggiata lungo la riva e carica di pacchi destinati alle consegne natalizie. Dopo essere salita a bordo, ha avviato il mezzo e si è immessa nel Canal Grande, uno dei tratti più trafficati della città, manovrando con evidente inesperienza.

Nel giro di pochi secondi la barca ha attraversato il canale a velocità sostenuta e si è schiantata contro la balaustra in pietra d’Istria sulla riva opposta, distruggendo tre colonnine storiche. L’urto, ripreso da numerosi video amatoriali e dalle telecamere comunali, ha provocato anche un secondo impatto contro i gradini sottostanti il Ponte di Rialto, dove il mezzo ha urtato più volte prima di arrestarsi. Solo per circostanze fortuite non si sono registrati feriti, nonostante la presenza di numerose imbarcazioni e pedoni nella zona.

Dopo l’incidente, la giovane è scesa dalla barca e si è allontanata rapidamente in direzione delle Mercerie. A distanza di pochi minuti è stata fermata da una pattuglia della polizia locale, allertata da un dipendente dell’azienda proprietaria del mezzo che aveva assistito alla scena e l’aveva seguita tra la folla. La donna era priva di documenti e il suo riconoscimento è avvenuto solo in caserma. Gli accertamenti successivi hanno evidenziato la positività all’alcol e a diverse sostanze stupefacenti.

La notte successiva all’arresto è stata trascorsa nella cella di sicurezza della polizia municipale al Tronchetto. La mattina seguente la giovane è comparsa davanti alla giudice per l’udienza di convalida. Nel corso dell’udienza è emerso un quadro personale segnato da una lunga storia di disagio sociale, precedenti penali e dipendenze da eroina e crack. La ventenne, di origine tunisina e formalmente residente a Padova, ha riferito di non ricordare le fasi dell’incidente e di aver “avvertito “sentito le voci” nella propria testa. Ha anche negato di aver assunto droghe la mattina dei fatti, una versione però smentita dagli esami tossicologici.

La procura di Venezia le contesta diversi reati: furto aggravato della barca e del carico, danneggiamento colposo di beni storici, violazioni del codice della navigazione per aver condotto il mezzo senza titolo abilitativo, guida in stato di alterazione e violazione di un precedente foglio di via che le imponeva di non fare ritorno a Venezia. Durante l’udienza, alla comunicazione della custodia cautelare in carcere, la giovane ha manifestato intenti autolesionistici. Proprio questo aspetto, insieme all’assenza di una dimora stabile, ha inciso sulla decisione del giudice di disporre la detenzione, anche come misura di tutela.


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