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Kirsty Coventry insiste:“Niente soldi agli atleti”


Niente da fare. La presidente del Cio, Kirsty Coventry, è nel mirino di molti atleti ma non ne vuole sapere. “Niente soldi -ha ribadito- a chi partecipa ai Giochi olimpici”. Un tema di attualità anche in vista di Los Angeles 2028. Ma la n.1 dello sport mondiale, ex grande campionessa (di nuoto), non cede, almeno per ora, alle pressioni. Coventry ha difeso ancora una volta la sua posizione contraria al pagamento degli atleti per la partecipazione, o la vittoria di medaglie, ai Giochi olimpici. Ma il fronte ormai si allarga, ora sono in molti (anche nel tennis) gli atleti che vorrebbero avere una quota maggiore dei ricavi delle grandi manifestazioni sportive. In occasione del board del Cio, Coventry ha insistito sul fatto che la priorità dovrebbe essere quella di trovare modi per sostenere tutti gli atleti, piuttosto che introdurre premi in denaro (solo) ai Giochi. Ma ha riconosciuto il problema. “Se non ne fossimo a conoscenza, nasconderemmo la testa sotto un cuscino. Ma non è una novità che io non sia d’accordo con i premi in denaro ai Giochi Olimpici. Ci sono premi in denaro ai Giochi continentali, ai Giochi delle Federazioni internazionali, ai Mondiali. Ma ai Giochi Olimpici sento che abbiamo una responsabilità più ampia, quella di cercare di trovare modi per supportare direttamente chi partecipa. Come possiamo incrementare le borse di studio di solidarietà olimpica? Come possiamo trovare altri modi innovativi?”. E ha aggiunto: “Abbiamo lavorato molto dal giorno in cui mi sono insediata… Io quando gareggiavo ho ricevuto una borsa di studio di Solidarietà Olimpica. Senza quei fondi, non sono sicura che avrei avuto lo stesso successo. Il dibattito sulla remunerazione degli atleti ha preso slancio in occasione di Parigi 2024, quando World Athletics (ex Iaaf) è stata la prima Federazione internazionale ad assegnare premi in denaro ai suoi atleti: i campioni olimpici individuali di atletica leggera hanno ricevuto infatti 50.000 dollari (42.700 euro), ponendo fine a una convenzione olimpica di lunga data. La decisione del presidente Seb Coe (rivale della Coventry) è stata accolta con favore da molti atleti, ma è stata subito contestata dal Cio, dall’Asoif e da molte Federazioni internazionali. Molti atleti olimpici ricevono già sostegno finanziario da governi, Comitati olimpici nazionali, sponsor o contratti professionali ma vorrebbero che fosse il Cio stesso a pagarli direttamente. Non sono mancate le proteste di grandi campioni olimpici del presente e anche del passato, fra cui l’azzurro Filippo Magnini. Il Cio resiste. Per ora.

Il mondo della danza riunito a Roma, obiettivo Olimpiade

Roma in questi giorni è la capitale della danza sportiva internazionale. La World Dance Sport Federation (Wdsf), l’organismo mondiale di governo della disciplina riconosciuta dal Cio, in stretta collaborazione con la Federazione Italiana Danza Sportiva e Sport Musicali (Fidesm) tiene infatti la sua assemblea annuale a Fiumicino. La danza spera di tornare ai Giochi di Brisbane 2032 con la breaking che aveva fatto solo una breve apparizione a Parigi 2024. Domani, domenica, la giornata conclusiva. Invitati il ministro Abodi e il presidente del Coni, Buonfiglio. L’organizzazione è curata dalla Fidesm, la Federazione italiana, la cui presidente, Laura Lunetta, che è anche membro di Giunta Coni, è ancora sotto indagine dalla procura di Roma con l’ipotesi di reato di frode sportiva in concorso.


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