Cultura

Jupiter and Okwess – Ekoya: Ritmi africani, visione internazionale :: Le Recensioni di OndaRock

In un contesto in cui le storie di musicisti africani spesso seguono il cliché del riscatto popolare, la vicenda di Jupiter Bokondji si distingue per la sua singolare inversione di prospettiva. Nato a Kinshasa da una famiglia di diplomatici e cresciuto a Berlino Est attraversando quotidianamente il Muro per andare a scuola a Ovest, non emerge dal nulla, ma costruisce consapevolezza culturale e politica a partire da esperienze ibride e transfrontaliere. Questa visione eclettica e attenta non è mai venuta meno nella sua musica, figlia di un profondo legame con le radici congolesi e di una tensione verso la dimensione globale che si traduce spesso in commento sociale e riflessione poetica.

Con “Ekoya”, Jupiter e la sua band attraversa letteralmente l’oceano per confrontarsi con culture e storie distanti, registrando l’album in Messico con Camilo Lara del Mexican Institute of Sound negli studi di Guadalajara e Città del Messico. Il risultato è un lavoro che suona tanto orgogliosamente congolese quanto profondamente internazionale, incarnando un dialogo autentico tra le influenze africane e latinoamericane, visibile nella scelta di testi in otto lingue e nelle collaborazioni con ospiti sudamericani come la cantante brasiliana Flavia Coelho e la rapper indigena zapoteca messicana Mare Advertencia.
L’album si compone di circa una dozzina di brani abbastanza brevi, che non si dilungano inutilmente ma si presentano come schizzi vividi e dinamici, ciascuno carico di energia, significato e colore sonoro. Il primo episodio che cattura l’attenzione è “Selele”, un’apertura che definisce fin dall’inizio come il progetto sia carico di impegno civico e culturale. La voce di Soyi Nsele, figura di spicco tra le artiste congolesi presenti, invoca la salvaguardia dell’ambiente e delle comunità indigene con toni che ricordano la dimensione profetica di artisti come Fela Kuti nei suoi richiami etici oltre che ritmici. Alle sue parole si intrecciano assoli di chitarra e una tessitura ritmica frenetica e chiassosa.

In “Les bons comptes”, l’elegante morbidezza della voce di Flavia Coelho crea un contrasto timbrico affascinante con quella rauca e grave dell’artista africano. Il tema della canzone è un’invettiva contro i ricchi e i potenti, e il suo testo, pieno di proverbi e modi di dire, si riflette in un tono musicale altrettanto accessibile. La title track, pur breve, mostra una delle qualità più intriganti dell’album: ritmi trascinanti, linee melodiche intrecciate e percussioni brillanti che esplodono in un finale dove il soukous e i ritmi afro-latini danno energia e colore alla voce di Jupiter.
Molto particolare la collaborazione con la rapper messicana Mare Advertencia in “Orgullo”, che si gioca sulla contrapposizione fra l’allegra poliritmia africana e l’attacco arrabbiato e diretto dell’artista di Oaxaca. “Hay que escuchar” suona a tratti un po’ artificiosa con il suo tono esageratamente paternalistico. Molto più riusciti sono invece i brani radicati nella tradizione congolese, come “Nkoyi Niama”, un soukous superbo, veloce e festoso, con chitarre spezzettate, bassi martellanti e percussioni incessanti.
Gli Okwess dominano la scena intrecciando groove irresistibili e melodie luminose, in un trionfo di ritmo e danza. “Ndanda”,  esplode in una dimensione più vicina al rock occidentale che ai ritmi latini: chitarre potenti ed esplosive, un giro di basso solido e una costruzione ritmica sorprendentemente calibrata fanno emergere un brano intenso e compiuto, capace di fondere l’energia africana con un’impronta più internazionale.

Eppure, anche nei momenti più sperimentali, l’album conserva saldamente il legame con le radici: “Ekoya” resta profondamente congolese nei temi e nella cultura. Jupiter non si limita a esplorare nuove sonorità fuori dall’Africa: le integra con naturalezza, rafforzando il legame con le proprie radici e con l’identità artistica della band. Il risultato è un album compatto, vivo e originale, probabilmente uno dei suoi migliori lavori fino a oggi.

28/01/2026




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