Jupiter AM: mercati sopravvalutati e bias comportamentali
A fine 2025 i mercati azionari globali sono stati influenzati più dall’ottimismo degli investitori che dai fondamentali. Uno scenario che potremmo veder proseguire nel 2026. Tuttavia, riteniamo ragionevole mantenere un’elevata flessibilità ed essere pronti a cambiamenti improvvisi nel sentiment. Nel terzo trimestre del 2025, secondo i nostri modelli, il contesto di mercato è stato caratterizzato da un sentiment ottimista in tutte le regioni. Un ottimismo legato alle sopravvalutazioni per alcuni titoli, rispetto ai fondamentali, in particolare le mega-cap tecnologiche statunitensi. Riteniamo quindi possa essere opportuno mantenere un’esposizione più elevata del solito ai titoli value.
Da alcuni anni privilegiamo i titoli con valutazioni più ragionevoli e questa impostazione sembra destinata a proseguire nel 2026. Tuttavia, non è sempre stato così: nel 2017, ad esempio, preferivamo titoli con valutazioni più elevate. È essenziale mantenere un approccio dinamico e costruire il posizionamento su un’analisi oggettiva del contesto di mercato. Nonostante la preferenza attuale verso lo stile value, crediamo anche che anche i segnali tecnici e basati sul prezzo siano molto interessanti, visto l’ottimismo del sentiment degli investitori. Questi segnali tendono a muoversi più rapidamente rispetto a quelli fondamentali tradizionali. Il sentiment può cambiare molto velocemente e per gli investitori è essenziale poter ruotare il portafoglio in modo efficiente.
Dall’introduzione dei dazi commerciali da parte di Trump ad aprile 2025, abbiamo osservato che l’incertezza degli investitori si è presentata in modo differenziato nelle diverse aree geografiche. Riteniamo quindi importante effettuare una ricerca geografica ampia per individuare le migliori opportunità, includendo anche segmenti con capitalizzazioni di mercato inferiori.
Investimento comportamentale
Perché analizziamo caratteristiche come il sentiment degli investitori e l’incertezza? Perché i mercati sono formati da persone e le persone sono guidate dalla psicologia. Gli investitori tendono a essere influenzati da bias comportamentali, come l’effetto gregge, il bias di conferma, il bias del senno di poi, l’ancoraggio, l’effetto dotazione e l’eccessiva sicurezza.

L’effetto gregge è la tendenza a imitare gli altri investitori, soprattutto in condizioni di elevata incertezza. Il bias di conferma è la tendenza ad attribuire maggiore importanza alle informazioni che confermano convinzioni già esistenti. Il bias del senno di poi è la tendenza a percepire gli eventi come più prevedibili di quanto non fossero prima del loro verificarsi. L’ancoraggio consiste nell’affidarsi a informazioni limitate ma familiari. L’effetto dotazione porta gli investitori ad attribuire un valore maggiore agli asset che già possiedono. L’eccessiva sicurezza è la tendenza a sovrastimare le proprie capacità e l’accuratezza delle proprie previsioni: un esempio è il fatto che circa l’80% dei guidatori ritiene di essere migliore della media, cosa ovviamente impossibile.
Crediamo in un approccio sistematico che includa una gestione del rischio rigorosa. Siamo inoltre convinti che i bias comportamentali possano rappresentare una fonte persistente di alpha. Le sopravvalutazioni attuali sono, a nostro avviso, una conseguenza concreta di questi bias. Gli investitori tendono a considerare prevedibili i movimenti di prezzo passati e a dedurre con eccessiva sicurezza che la fase di rialzo si prolunghi in un futuro molto lontano, come se l’onda potesse essere cavalcata all’infinito. La storia dei mercati racconta una realtà diversa.
*Head of Systematic Equities di Jupiter AM
Source link



