Cultura

Joshua Hotel – Rapture Party: Un party anni 80 :: Le Recensioni di OndaRock

I Joshua Hotel nascono da un’idea di Joshua MacKenzie, compositore e musicista da sempre innamorato di quegli anni 80 vissuti indirettamente attraverso i ricordi condivisi con la madre, grande appassionata di artisti come Cure e Smiths.

Assoldati Louis Slorach e Joshua Gilbert, Joshua Mackenzie ha cominciato a produrre alcuni singoli che hanno trovato riscontro tra la stampa e il pubblico locale (“Oblivion Days”), convincendo il trio che il tempo fosse maturo per un vero e proprio album.
“Rapture Party” racconta cinque anni di messa a punto di un esordio che rappresenta per il musicista un vero e proprio coming out emotivo e artistico. A un’estetica elettro-pop che cita Pet Shop Boys (“Show Me Around”) e A-ha (“Our Lonely Hearts”), il gruppo accosta un’ammirazione anche per Lloyd Cole (“Easy Feeling”) e Orange Juice (“Clever (In The Eyes Of Others)”).

Quando i Joshua Hotel affondano le mani in sonorità più robuste (il pop darkwave di “Beautiful Day”) o accenna sonorità più elaborate (“Martin Amiss”), è evidente che dietro la fascinazione elettro-pop che ha contagiato il leader del gruppo, si nasconde un potenziale che potrebbe offrire qualche sorpresa in futuro. Nel frattempo, “Rapture Party” è un interessante bignami retrò per tutti gli amanti del pop elettronico in cerca di nuove/antiche suggestioni.

31/01/2026




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