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Jihad all’Europarlamento: la Hassan andrà a processo. Per la sinistra è una martire

Si complica la situazione per Rima Hassan, la parlamentare franco-palestinese de La France Insoumise fermata l’altro ieri dalla polizia a Parigi con l’accusa di apologia del terrorismo, che, dopo essere stata rilasciata, ha subito un nuovo interrogatorio e il 7 luglio dovrà andare a processo. Tutto nasce da un tweet in cui la Hassan ha fatto riferimento a Kz Okamoto, uno degli autori dell’attentato contro l’aeroporto di Tel Aviv del 1972 condannato all’ergastolo per il suo ruolo nel massacro di 26 persone.

La procura di Parigi ha inoltre dichiarato che, durante la perquisizione dei suoi effetti personali, sono state rinvenute “sostanze simili al Cbd e al 3MMC (una droga sintetica), sulle quali è stata interrogata” ma sono elementi che “saranno oggetto di un procedimento a parte”. Manuel Bompard, coordinatore nazionale di La France Insoumise, ha negato spiegando che “non aveva droghe con sé” e che si tratta di “false informazioni” utilizzate per “diffamarla”.

Ieri la Hassan è stata convocata dalla questura di Parigi dove è stata ascoltata per ore nell’ambito di una seconda inchiesta rispetto a quella relativa all’apologia di terrorismo. Arrivata dalle dieci del mattino, ha lasciato la sede della polizia giudiziaria alle 15 e la convocazione è avvenuta da parte della brigata per la repressione della delinquenza contro le persone in seguito ad altre inchieste relative a denunce da parte dell’organizzazione ebraica europea Oje e dall’organizzazione ebraica francese Ojf oltre che dal collettivo femminista identitario. Nemesis. Secondo quanto spiegato dalla procura di Parigi “a oggi, Rima Hassan è oggetto di 16 procedure avviate dal polo nazionale contro l’odio online: 13 procedure sono state in seguito archiviate”, le tre inchieste rimanenti sono quelle per cui è stata ascoltata in questi giorni.

Di fronte a un curriculum di questo genere, i pro pal e la sinistra radicale italiana, invece di prenderne le distanze, continuano a difenderla non solo con Ilaria Salis e Potere al Popolo ma anche con Rula Jebreal che scrive: “La Francia criminalizza l’unica politica palestinese che è cresciuta nei campi profughi libanesi, noti per i massacri da parte di Israele nel 1982. Il Declino morale e la complicità politica dell’Europa è una catastrofe nella catastrofe”.

Dopo il fermo da parte della polizia francese, l’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint ha scritto una lettera al presidente del parlamento europeo Roberta Metsola “per rappresentarle tutta la mia profonda apprensione rispetto a una situazione che sta delineando profili critici all’interno del gruppo della sinistra europea (The Left), di cui fanno parte le deputate Hassan e Salis”.

La Cisint spiega: “Destano allarme i possibili legami tra il gruppo parlamentare in questione e organizzazioni sovversive ed estremiste, con intrecci che sollevano dubbi, anche, rispetto al ruolo degli assistenti e dei collaboratori. Ritengo, infatti, che vicende di questo tipo compromettano non solo la credibilità e il prestigio del Parlamento europeo agli occhi dei cittadini, ma anche di esporre le Istituzioni Ue a dinamiche di dubbia moralità, al limite della legalità, con ricadute anche in termini di sicurezza per i cittadini”.

Intanto in una

conferenza stampa che si è svolta ieri la Hassan si è detta “vittima di vere e proprie molestie giudiziarie e politiche”. Prima diffondono odio e si legano a gruppi estremisti e violenti, poi fanno le vittime, è il solito schema.


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