Jesi, i guai per i maranza non sono finiti
JESI La maxi operazione cielo-terra anti-maranza non si è esaurita con le nove perquisizioni e le denunce del clan B4L del Campo Boario. L’operazione congiunta di polizia e carabinieri, che sabato fin dalle prime luci dell’alba ha tenuto con gli occhi al cielo i residenti incuriositi dai sorvoli a bassa quota dell’elicottero della Polizia del XI Reparto Volo di Pescara, avrà dei seguiti.
I provvedimenti
L’obiettivo è evitare che si ripetano atti delinquenziali o azioni violente di questo branco di giovani, una decina tra i 17 e i 25 anni italiani di seconda generazione con cognomi tunisini (solo due sarebbero campani e siciliani), tutti già noti alle forze dell’ordine. All’esito dell’istruttoria stilata dalla Divisione anticrimine della questura, saranno adottate idonee misure di prevenzione da parte del questore Cesare Capocasa. E se all’indomani della maxi operazione qualcuno sui social ha storto il naso sui metodi utilizzati, insinuando «tanto rumore per nulla», visto che si tratta di ragazzi «con armi giocattolo», c’è da dire che nel videoclip “Boario #1” caricato su YouTube, quelle pistole, mitragliatrici e fucili davano perfettamente la suggestione di armi vere, essendo prive del tappo rosso. Inoltre, gli spavaldi maranza ostentavano coltelli, bastoni e un machete (quest’ultimo non è stato ancora ritrovato).
L’episodio choc
Nelle scorse settimane la banda si è resa protagonista di un episodio inquietante: in dieci hanno bloccato il traffico nella zona industriale, hanno accerchiato una macchina e puntato una pistola a una persona. Difficile capire, nella segnalazione allarmata dei cittadini al 112, se fosse cinema o un atto delinquenziale reale. Solo le indagini dei poliziotti hanno accertato, in un secondo momento, che stavano filmando per realizzare il videoclip anche se quella scena, di fatto, non c’è nel filmato.
Dalle perquisizioni nelle abitazioni, nei garage e nelle auto in uso ai nove giovani sono state rinvenute e sequestrate tutte le repliche di armi prive di tappo rosso riprese nel videoclip, nonché ulteriori armi improprie e oltre 30 grammi di hashish.
In particolare, una tonfa in acciaio, uno sfollagente telescopico, un’arma lunga tipo fucile mitragliatore da 90 cm; due pistole tipo Beretta 92 e una Beretta 98; una pistola a tamburo calibro 380 e due coltelli. Rinvenute anche una pistola scacciacani, una mitragliatrice a batteria munita di tappo rosso e una katana. Le successive, ulteriori perquisizioni, hanno permesso di rinvenire anche il borsone nero (che nel videoclip si vede pieno di soldi) e la custodia del machete, arma che ancora manca all’appello.




