Emilia Romagna

Jazz Open, Moby infiamma una Piazza Roma sold-out


Dopo la serata inaugurale del 13 luglio con l’elegante performance di Diana Krall e il trascinante e dirompente Gregory Porter, un nuovo straordinario successo per la prima edizione di Jazz Open Modena ieri sera 14 luglio: il ritorno di Moby in Italia dopo 15 anni ha registrato il tutto esaurito, richiamando quasi 7.000 spettatori nella suggestiva Piazza Roma per l’unica data italiana del tour europeo dell’artista statunitense.

Richard Melville Hall, in arte Moby, figura centrale della musica elettronica mondiale, artista multiplatino e pluripremiato con oltre 20 milioni di album venduti, è tornato così a esibirsi nel nostro Paese portando sul palco uno show potente e travolgente, davanti al maestoso Palazzo Ducale. Un appuntamento attesissimo, inserito nel suo tour live più ambizioso degli ultimi dieci anni: 28 concerti attraverso tutta Europa, dalla Scandinavia al Mediterraneo fino all’Europa orientale.

Con la sua inconfondibile miscela di dance, pop, punk, techno, chill-out, hip hop, gospel e big beat, il musicista, compositore, cantautore, dj, producer e attivista statunitense ha conquistato il pubblico, arrivato da tutta Italia e dall’estero per assistere al suo attesissimo ritorno.

Jazz Open prosegue questa sera 15 luglio con un doppio concerto che promette di trasformare il festival in un gigantesco dancefloor a cielo aperto: apre la techno marching band Meute alle 20, mentre alle 22.15 salirà sul palco il re dell’elettro swing Parov Stelar

Amati da mostri sacri come Laurent Garnier e Trentemøller, celebrati con entusiasmo dalla stampa di tutto il mondo, i MEUTE sono una Techno Marching Band tedesca, originaria di Amburgo, che ha conquistato il mondo reinterpretando techno, house e deep house esclusivamente con strumenti acustici, con l’obiettivo di fondere l’energia ipnotica della musica elettronica con la forza fisica, acustica e collettiva di una marching band. Undici musicisti – riconoscibili dalle iconiche giacche rosse – fra percussioni e fiati, fondono la techno ipnotica e pulsante con la forza espressiva della musica da banda, strappando il clubbing dalla consolle per sprigionare l’energia direttamente sul palco o in mezzo al pubblico. Trasformare ciò che nasce in digitale in analogico, riarrangiare con strumenti acustici brani cult della scena techno, non è cosa da tutti. E infatti Billboard parla di “fervore tale da alterare il clima” e DJ Mag di “concept rivoluzionario e musica unica”.

A seguire il pioniere assoluto dell’Electro Swing, Parov Stelar, uno degli artisti elettronici europei di maggior successo internazionale.

Parallelamente prosegue anche la programmazione al Baluardo, storico e affascinante edificio della Cittadella fortificata di Modena, che ospita la programmazione più propriamente jazz del festival, con alcuni tra i protagonisti più interessanti della scena internazionale contemporanea: questa sera, 15 luglio, ci sarà Andrea Sabatino, trombettista capace di coniugare tradizione jazz e sensibilità contemporanea. Mentre al Giardino Ducale Estense, con i suoi viali alberati e la scenografica Palazzina Vigarani, luogo degli Open Stages – concerti gratuiti degli artisti che spingono maggiormente l’acceleratore sul piano dell’innovazione, della ricerca, della contaminazione – ci saranno gli Sleap-e con il loro cortocircuito sonoro tra bossa nova, anti-folk ed egg punk.


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