James Bond mette d’accordo Netflix e Amazon: come cambia il mercato grazie ai film di 007
Netflix chiama, il mercato risponde. Sarandos e Peters stanno cambiando le regole del gioco e, malgrado le proteste generalizzate tra Italia e America, nuovi equilibri si stanno formando in nome della sopravvivenza industriale. La nota azienda di Los Gatos sta per mettere le mani sugli Studios di Warner Bros Discovery con un affare che cambierà radicalmente il mondo dell’audiovisivo. Questo lo sanno in California, ma anche altrove.
Mentre si pensa a come arginare il cambiamento (si veda l’atteggiamento della Paramount), c’è anche chi non vuole soccombere prima del tempo e preferisce trovare un accordo. Amazon, in questo, non conosce rivali. L’azienda di Bezos si è distinta nel passato recente con il commercio online, poi ha capito che il mercato degli scambi e degli acquisti in Rete non gli bastava più e ha dato vita a Prime Video. Un catalogo di film e serie tv in streaming che, da qualche tempo, si è dato anche alle produzioni originali.
Netflix e Amazon, nuovo accordo per 007
In prima linea troviamo Lol e SaSa Prova (sia nella versione italiana che in quella americana). Lo stesso dicasi per The Traitors e tanti altri prodotti che stanno per nascere. Questo, però, non soddisfa pienamente Bezos, il quale – attraverso una precisa operazione di acquisizione – ha provveduto anche a mettere le mani sulla MGM. Produzione che, fra le altre cose, detiene anche la proprietà dei film di James Bond. Un agente segreto in grado di fare soldi in qualunque modo. Questo, almeno, fin quando Netflix non ha deciso di mettere le mani su WBD.
Bezos si stava godendo i frutti di un successo, con idee già pronte per arricchire la saga di 007 attraverso nuovi capitoli e avventure, in tal senso si legge anche il possibile ingaggio di Sydney Sweeney come Bond girl, e ha dovuto improvvisamente fare i conti con una concorrenza spietata. Il numero uno sa bene che, appena l’accordo tra Netflix e Warner Bros sarà realtà, l’azienda di Los Gatos avrà una supremazia difficile da fronteggiare. Allora vale un unico principio: stringere accordi per cercare di attingere alla stessa torta, basta anche soltanto una fetta per fare la differenza. Resistere, sopravvivere, svilupparsi. Questi i passi da fare, non importa a quale prezzo. Almeno fin quando, in ballo, c’è la presenza sul mercato. In termini di rilevanza e non solo.
Cosa succede da gennaio 2026
L’accordo tra Amazon e Netflix, dunque, non è semplice strategia ma premessa possibile rispetto all’immediato futuro. Bezos parla con Sarandos e Peters e riesce a strappare un patto condiviso di “non belligeranza”: vale a dire non farsi la guerra, a livello concorrenziale, ma garantire una pluralità e possibilità di azione per entrambi. Tradotto ancora meglio: Netflix trasmette, a partire dal prossimo gennaio 2026, i principali titoli di James Bond e anche qualche ulteriore eccezione (come Quantum of Solace e Skyfall, senza contare No Time To Die) in nome di una nuova alleanza che si tradurrà in maggiore considerazione per l’avvenire.
Le partnership, quindi, non appena Netflix metterà le mani sugli Studios della Warner Bros Discovery, potrebbero essere più frequenti. Una serie di accordi che manterranno il mercato vivo e pronto a nuovi tipi di strategie. Netflix, in questo modo, si prende tutto ma lascia anche margine agli altri. I colossi continueranno a fare i propri interessi esportando qualche titolo altrove, proprio come ha fatto in questo frangente Amazon Prime Video.
Il futuro passa da Los Gatos
James Bond ha messo d’accordo tutti, o quasi, perchè le polemiche di mercato per quanto concerne il futuro dell’impresa di Los Gatos proseguono. Ora, però, c’è più margine per discutere. In un senso o nell’altro. I principali concorrenti cominciano ad adeguarsi. L’esempio di Amazon potrebbe aprire un nuovo ciclo di business cinematografico, con annesso metodo di compravendita. La licenza di uccidere (il mercato) ancora non è consentita.
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