«Italiani più autorevoli solo con noi Fratelli d’Italia» – Cronaca
BOLZANO. «Le civiche – disposte ad andare a destra o a sinistra a seconda della convenienza del momento – sono àncore di salvataggio soltanto per chi le gestisce. Rappresentano un ritorno al passato. Solo con FdI, che assieme agli alleati di FI e Lega, governa a Roma, in Provincia e a Bolzano il gruppo italiano ha conquistato nuova autorevolezza. La riforma dello Statuto di autonomia, che riequilibra i rapporti tra i gruppi, ne è la conferma. Oggi non siamo più camerieri della Svp, ma protagonisti dello sviluppo dell’autonomia». Alle prossime provinciali mancano due anni e mezzo, Alessandro Urzì, deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, vede come fumo negli occhi l’ipotesi che per il 2028 possa nascere una grande civica che rappresenti gli italiani. Per i partiti nazionali – Fratelli d’Italia in primis – potrebbe essere un pericoloso avversario. Attualmente a rappresentare il mondo civico italiano, in Provincia, c’è solo Angelo Gennaccaro: il consigliere italiano più votato alle provinciali del 2023 che oggi garantisce l’appoggio al governo di centrodestra. Era riuscito a creare La Civica che riuniva la sua Civica Io sto con Bolzano, la Civica per Merano di Andrea Casolari e Alleanza per Merano di Nerio Zaccaria. Nel 2028 potrebbe replicare allargando lo schieramento a Juri Andriollo, vicesegretario del Pd, che oggi siede in consiglio comunale con una lista che porta il suo nome. Proprio Andriollo, che a maggio è stato candidato sindaco del centrosinistra, dalle colonne del nostro giornale ha lanciato la proposta: «Basta delegare a Roma, ai partiti nazionali e ai loro equilibri di coalizione il destino della città. Ci sono forze e persone, nei due poli e al netto dei due estremi, che possono dialogare anche da subito». E poi c’è la Civica di Corrarati, creata da Roberto Zanin, che a maggio ha fatto il pieno di voti, contribuendo ad eleggere il sindaco Claudio Corrarati. Se scendesse in campo – cosa che al momento viene esclusa – potrebbe portare via voti ai partiti tradizionali.
Onorevole Urzì, la preoccupa la proposta di Andriollo?
Non mi preoccupa. Sono perfettamente d’accordo con quello che dice.
In che senso scusi?
Abbiamo un vicesegretario provinciale del Pd che riconosce che il suo partito ha fallito: non posso che essere d’accordo. Ma adesso non può pensare di trascinare tutti nel baratro, proponendo la creazione di una civica per la comunità italiana.
Le sue critiche derivano dal fatto che le civiche per FdI rappresentano un concorrente pericoloso.
Le civiche sono la palla al piede per la ricostruzione del potere contrattuale della comunità italiana in Alto Adige, altro che opportunità. Sono l’antitesi dell’autorevolezza della nostra comunità. Non sono assolutamente in grado di portare avanti gli interessi di una comunità. Intendiamoci, nessun giudizio personale su quei politici che hanno la piena legittimità di interpretare il proprio impegno come puro opportunismo, ma noi siamo un’altra cosa.
Questo essere un’altra cosa in cosa si traduce?
Tanto per cominciare noi come FdI, in quanto prima componente di governo nazionale che esprime la presidente del Consiglio Meloni, non possiamo governare idealmente con chi sostiene Landini, guarda a Schlein come ad una alternativa possibile a Meloni o rimpiange il reddito di cittadinanza ed il super bonus che hanno inguaiato i conti pubblici italiani. Alleanza per Merano, per citare un esempio, queste remore morali non le conosce. L’amico Gennaccaro fa ovviamente il suo lavoro nel raccogliere subito l’esca, ma non è e non può essere questo il futuro di una comunità, quella italiana, che chiede il rafforzamento della propria autorevolezza, per superare il disagio di essere sul territorio componente minoritaria.
Da quando siete voi al governo, cos’ è cambiato per la comunità italiana dell’Alto Adige?
Ha acquisito autorevolezza.
Il disagio del gruppo italiano però c’è ancora.
Noi come principale forza di governo nazionale abbiamo cambiato il paradigma. Ascoltiamo la Svp, rispondiamo a molte delle sue richieste anche chiedendo di limitarle, modificarle, ritirarle se incompatibili con le nostre visioni.
Fin qui nulla di diverso rispetto a prima.
La differenza c’è eccome invece. Nessuno – prima di noi – aveva chiesto alla Svp reciprocità, ovvero di rispondere allo stesso modo anche alle esigenze della comunità italiana. È un percorso iniziato con la Riforma dello Statuto di autonomia che nasce da una richiesta Svp e finisce per ottenere anche un pacchetto di misure di riequilibrio per la comunità di lingua italiana. Ciascuno ha avuto quello che era giusto.
Il suo giudizio sulle civiche è molto duro, ma voi a Bolzano siete alleati della Civica che ha fatto eleggere il sindaco.
In questo quadro di assalto alla diligenza, dell’ultimo posto sul predellino possibile da parte delle civiche, disposte senza perimetri morali a essere le stampelle della Svp ad ogni costo, si distinguono invece quelle civiche virtuose come la creatura realizzata da Roberto Zanin, chiaramente da sempre ancorata al centrodestra, con una visione di centrodestra, un programma di centrodestra.
E se scendesse in campo alle provinciali?
I suoi elettori alle provinciali ed alle politiche votano i partiti del centrodestra. E questa Civica non è stampella di nessuno, è una componente della coalizione di governo di centrodestra bolzanino.
Un’ultima domanda: anche lei a suo tempo aveva fondato la civica Alto Adige nel cuore, pentito?
Era il momento della disgregazione del Pdl. Il partito della Destra non esisteva più. Alto Adige nel cuore è durato lo stretto necessario a mettere in sicurezza il patrimonio di consensi che poi ho restituito ai legittimi proprietari: il partito della mia parte politica.




