Italia quarta, due vittorie e record storico
Inutile girarci intorno, una punta di amaro rimane. L’unica partita deludente nel Sei Nazioni degli Azzurri è stata proprio l’ultima (e in casa dell’ultima…) e ridimensiona un po’ il bilancio, che però rimane decisamente positivo: quarto posto con due vittorie su due partite in casa, due valide prestazioni su tre match in trasferta, l’Inghilterra per la prima volta battuta e lasciata indietro in classifica.
E poi, a parte il disgraziato primo tempo in casa del Galles, la capacità di giocare alla pari con le avversarie, con maturità e consistenza. Nonostante infortuni importanti, che hanno privato la squadra di uomini come Vintcent, Negri, Capuozzo per tutto il torneo, o quasi.
Da segnalare pure la crescita a livello internazionale di diversi elementi. La prima linea “di rincalzo” (formata dai giovani Spagnolo, Di Bartolomeo e Hasa), un seconda linea come Zambonin, salito al livello dei migliori, la conferma definitiva di Zuliani in terza, l’affidabilità di Marin in più di un ruolo, da estremo a centro, di fianco a un fenomenale Menoncello. Tutti ragazzi nati dal 2000 in poi, cui si aggiunge Fusco (ottobre 1999), che ha offerto prestazioni di valore come mediano di mischia.
Il tutto in una pazza edizione del Sei Nazioni. In uno sport dove il sovvertimento dei pronostici è raro, il più antico torneo rugbistico del mondo concede abitualmente qualche sorpresa in più rispetto ad altre competizioni, ma stavolta si è proprio superato.
Mettiamo in fila qualche stranezza. L’Irlanda viene umiliata in Francia al primo turno, ma poi ne vince tre di fila (in Inghilterra anche con un distacco record) e fino all’ultimo resta in corsa per aggiudicarsi il trofeo. La Scozia perde a Roma ma continua battendo nettamente sia l’Inghilterra sia la Francia e arrivando a sua volta all’ultima giornata con ambizioni di successo finale. La Francia domina i primi tre turni, salvo prendere 13 mete nelle ultime due partite e solo a tempo scaduto rientrare in possesso del primo posto finale, bissando il trionfo del 2025.
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