Istria a Natale? Rovigno e Pola registrano (a sorpresa) numeri elevati
27.12.2025 – 10.30 – L’Istria piace e non solo in estate. Il Natale e il Capodanno hanno confermato l’attrattività della vecchia Istria, raccogliendo in questi giorni numeri piuttosto elevati. L’Ente per il turismo della Regione istriana ha infatti comunicato stime di visita pari a 50-55mila ospiti, capaci di garantire 160mila pernottamenti. Numeri che, seppur con tutte le cautele del caso, superano i visitatori dell’anno scorso, seppure a fronte di un contesto economico europeo sensibilmente peggiorato.
Per quanto concerne la Croazia in Istria rimarranno infatti operativi 400 ville, 55 hotel e circa 8 campeggi, tanto nella regione di costa quanto nell’entroterra. I clienti, nonostante i prezzi ‘pompati’ dalla conversione all’euro e dall’inflazione, rimangono i soliti: austriaci, italiani e sloveni. Inoltre, ed è una caratteristica solo dei mesi invernali, si annovera anche una robusta presenza di turismo interno croato. Dopotutto difficile che, nei mesi freddi, si muovano i turisti di lusso dagli Stati Uniti e dal Far East; inoltre considerando l’offerta ridotta i prezzi stessi appaiono un po’ più bassi.
I turisti hanno prediletto in particolar modo Rovigno, con un ricco programma di eventi culturali gratuiti e alberghi che hanno registrato un forte numero di presenze. Risultati altrettanto positivi anche per Pola dove il picco di turisti è atteso per Capodanno; intanto sono state molte apprezzate, nel centro cittadino, la pista di pattinaggio e le nuove luminarie a tema natalizio.
Il dibattito sul successo del turismo in Croazia, specie in Istria, si ripresenta ogni estate: è infatti evidente come la nazione sia sull’incerto confine tra l’essere ancora una meta interessante e l’avere prezzi ormai del tutto fuori scala, eccessivi per tutti, se non gli extra europei. Il turning point è stato il passaggio all’euro, con una crescita dei prezzi da parte dei piccoli commercianti e del settore ristorativo superiore anche alle più drastiche previsioni; tuttavia attualmente il turismo ancora regge agli aumenti, sebbene con un crescente malcontento, non solo italiano, quanto austro-tedesco.




