Istituzioni territoriali lasciate sole, lo Stato si faccia sentire

“È necessario ristabilire l’ordine e la sicurezza pubblica attraverso operazioni di sgombero sistematiche e una presenza massiccia dei reparti inquadrati, affinché la forza della legge torni a prevalere sull’arroganza del crimine”. La segreteria nazionale del Cosap, coordinamento sindacale appartenenti polizia, scrive al capo della polizia Vittorio Pisani per segnalare la critica situazione di ordine e sicurezza pubblica che interessa il quartiere Santa Rita a Lanciano, dove venerdì scorso la polizia è stata aggredita durante una perquisizione domiciliare nell’appartamento di una coppia rom, già nota alle forze dell’ordine.
“La zona parrebbe essere attualmente condizionata da radicate dinamiche criminali – scrive il segretario generale Sergio Scalzo – che, oltre a generare forte allarme sociale mettono costantemente a rischio l’incolumità degli operatori di polizia impegnati sul territorio rendendo ogni tentativo di intervento delle istituzioni. Tale clima di violenza è culminato nel pomeriggio del 30 gennaio quando, durante un’operazione mirata alla ricerca di armi e stupefacenti, che ha visto l’impiego dei reparti cinofili, del Reparto prevenzione crimine di Pescara, del commissariato di Lanciano e di personale della questura di Chieti, gli operatori sono stati vittime di un brutale assalto fisico all’interno di un alloggio di edilizia popolare; un intero nucleo familiare, inclusi i figli minorenni, ha reagito con estrema ferocia per impedire le attività di polizia”.
“I due coniugi, soggetti già noti alle forze dell’ordine, non hanno esitato a utilizzare i propri figli come scudo umano – continua il Cosap – scagliandosi contro gli operatori con insulti, percosse e lancio di suppellettili, tanto da far degenerare l’intervento di polizia che si è trasformato in un vero e proprio tentativo di offesa armata nel momento in cui la donna ha brandito un coltello da cucina con una lama di 20 cm indirizzata verso gli operatori, con minacce di morte. L’attività di polizia giudiziaria, che aveva già consentito il rinvenimento di sostanze stupefacenti e materiale per il confezionamento, è stata forzatamente interrotta per preminenti ragioni di ordine pubblico e, soprattutto, per salvaguardare l’incolumità dei minori presenti, a fronte di una condotta dei genitori caratterizzata da una violenza crescente e incontrollata”.
Il bilancio dell’operazione è stato di tre operatori feriti, costretti a ricorrere alle cure del Pronto soccorso per contusioni. D’intesa con il pubblico ministero, si è proceduto alla denuncia a piede libero dei soggetti: la scelta di non procedere all’arresto immediato è stata dettata esclusivamente dalla volontà di scongiurare un’ulteriore recrudescenza della violenza da parte degli adulti, che avrebbe esposto i minori ad ulteriori rischi per la loro incolumità.
“Il quartiere di Santa Rita versa oggi in uno stato di altissima tensione, nonostante il continuo monitoraggio ed i continui controlli delle forze dell’ordine – sottolinea Scalzo – L’efferatezza delle compagini criminali presenti ha di fatto trasformato l’area in una ‘zona franca’. Quando la violenza riesce nell’intento di interrompere un atto giudiziario e costringere lo Stato a ripiegare, il danno d’immagine è incalcolabile. Il messaggio che ne deriva è che l’opposizione violenta e la sfida aperta all’autorità possano garantire l’impunità. In questo scenario di degrado e impunità, è impossibile tacere come compagini criminali di radicata estrazione sinti abbiano occupato capillarmente gli alloggi di edilizia popolare, trasformando il quartiere in una roccaforte impenetrabile. Questi soggetti hanno soppiantato i precedenti gruppi criminali, assumendo il controllo totale del territorio e difendendo militarmente le piazze di spaccio con spregiudicata ferocia. Questa segreteria nazionale Cosap ritiene non più procrastinabile denunciare quella che appare come una vera e propria abdicazione delle istituzioni in quest’area. Non è più tempo di attendismi o di bilanciamenti diplomatici: è indefettibile una risposta dello Stato che sia immediata, muscolare e risolutiva. Le istituzioni territoriali sono lasciate troppo spesso sole ed in prima linea e non possono continuare a operare in un equilibrio precario che, nei fatti, si traduce in un arretramento dello Stato”.
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