Cultura

Ist Ist – Live @ Hacienda (Roma, 09/10/2025)

Credit: Giulio Sgarbi

Gli Ist Ist arrivano nella Capitale per inaugurare il tour che porterà lo loro musica nel Bel Paese per altre le due date, tenutesi il 10 ottobre al Bronson Club di Ravenna e il giorno successivo all’Astro Club di Pordenone.

La compagine macuniana, formata da Adam Houghton (voce, chitarra), Mat Peters (chitarra, sintetizzatore, tastiere), Andy Keating (basso) e Joel Kay (batteria), conferma un attitudine on stage capace di sprigionare un ottima performance sul placo dell’Hacienda di Roma, nel contesto dell’Invincible Festival.

Formatesi nel 2014, la band britannica ha già all’attivo 4 album con il quinto, “Dagger”, in uscita il prossimo 6 febbraio 2026. Ed proprio con il singolo apripista del nuovo full-lenght, “I Am The Fear”, che ha inizio la serata romana, addirittura con cinque minuti di anticipo sulla tabella di marcia. Alle 21.55 dunque i synth d’apertura del singolo danno il via ad un live ricco nel quale troveranno spazio ben ventiquattro brani scelti tra il loro riuscitissimo background discografico. Oltre a debutto live di “Warning Signs” e di “I Remember Everything” tratti dal nuovo disco, la serata sarà scandita da episodi che senza nessuna difficoltà cattureranno l’apprezzamento dei presenti tra cui il new wave di “Something Has To Give” e “Nothing More Nothing Less” da “Protagonisst” del 2023 al post-punk d’ordinanza, con le bellissime “Lost My Shadow” e  “Something Else” dall’ultimo “Light A Bigger Fire” del 2024.

Le melodie incantano e la voce baritonale di Adam porta inevitabilmente alla memoria Ian Curtis e suoi adepti soprattutto nei momenti darkwave come nella psichedelica “Heads on Spikes” , unico brano tratto da “The Art Of Lying” del 2021 e, soprattutto, nell’ammaliante trittico, pre encore, formato dalla meravigliosa “Under Your Skin”, “Emily” e “Ghost”.

Proprio con le note di “Wolves”, probabilmente il loro brano simbolo proveniente dal lavoro d’esordio “Architecture” del 2020, la band di Manchester si avvia alla conclusione del live dove trovano terreno fertile nell’encore la tiratissima  “Stamp You Out” e, a finire l’ora e mezza di live, la ficcante “You’re Mine”.

Complice anche la venue che restituiva una buona acustica, la data romana si conclude con ammirazione diffusa tra gli intervenuti speranzosi di rivederli al più presto.


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