Israele annuncia: uccisi nei raid il leader de facto Larijani e Soleimani. Tajani: «Non vedo pericoli per le basi Usa in Sicilia»
La portaerei Forrd lascia il Mar Rosso
I danni causati dal fumo si sono estesi anche agli alloggi, costringendo la Marina a prelevare mille materassi dalla futura USS ‘John F. Kennedy’ a Norfolk, in Virginia, durante il fine settimana per inviarli alla Ford, secondo quanto appreso da USNI News. La Marina ha inoltre raccolto quasi 2.000 tute e altri indumenti da distribuire all’equipaggio, poichè molti marinai non sono in grado di lavare i propri vestiti dato che la maggior parte dei servizi di lavanderia è fuori servizio, come confermato da una fonte a USNI News.
«Mosca aiuta Teheran con foto satellitari e droni»
La Russia avrebbe intensificato la cooperazione militare e di intelligence con l’Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologia avanzata per droni per migliorare la capacità di Teheran di colpire obiettivi statunitensi nella regione. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti informate. Secondo le fonti, Mosca starebbe condividendo dati sui movimenti delle forze militari Usa e dei loro alleati in Medio Oriente, oltre a offrire supporto tecnico e tattico basato sull’esperienza maturata nel conflitto in Ucraina. In particolare, la Russia avrebbe trasferito componenti modificati dei droni Shahed, utilizzati per migliorare comunicazioni, navigazione e precisione dei bersagli, oltre a indicazioni operative su modalità di impiego, numero di velivoli e altitudine degli attacchi.
Media: la guerra in Iran è costata agli Usa12 miliardi di dollari
La guerra in Iran è costata agli Stati Uniti almeno 12 miliardi di dollari finora. A fare i conti è un funzionario dell’amministrazione Trump. La cifra è probabile che sottostimi il costo reale visto che non include né il dispiegamento di forze che ha preceduto l’attacco, ma neanche le spese di lungo termine per sostituire le armi usate. Il Center for Strategic and International Studies – riporta il Time – aveva inizialmente stimato che le prime 100 ore dell’oèperazione fossero costate 891,4 milioni di dollari al giorno. Un ritmo sostenuto che potrebbe spingere a breve l’amministarzioen a richiedere
L’Idf: «Non sappiamo nulla di Mojtaba Khamenei»
«Non sappiamo nulla di Mojtaba Khamenei, non si vede, non si sente. Ma, come abbiamo dimostrato, continueremo a dare la caccia a chiunque costituisca una minaccia per Israele». Lo ha detto il portavoce dell’Idf Effie Defrin rispondendo a domande di giornalisti.
Tajani: «Non vedo pericoli per le basi Usa in Sicilia»
«Io non vedo pericoli di attacchi militari sull’Italia o sulle basi americane, anche perché sono super protette. Non credo che la Sicilia sia raggiungibile, i missili sono arrivati a Creta, ma non credo che possano arrivare fino alla Sicilia. Ma non credo che sia interesse loro. Noi rispettiamo gli accordi internazionali». Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo a una docente siciliana, a capo di una scolaresca che gli si è avvicinato per porre qualche domanda, che si diceva preoccupata per le minacce dell’Iran.
L’Idf: eliminati Basji e 10 postazioni a Teheran
«Nelle ultime 24 ore è stato eliminato il comandante delle forze Basij e sono state colpite più di 10 loro postazioni a Teheran. Nel corso dell’Operazione Il ruggito del Leone, l’Idf ha condotto uno sforzo organizzato e continuo per colpire le guardie rivoluzionarie e l’unità Basij, durante il quale sono stati smantellati centinaia di quartier generali e centri di comando e controllo dell’unità in tutto l’Iran, in particolare a Teheran». Lo rende noto l’Idf, aggiungendo che le forze Basij sono da anni responsabili di attività terroristiche e della repressione violenta contro i civili durante le proteste interne.
Trump: «L’Iran non deve avere l’arma nucleare»
Stiamo facendo molto bene» contro l’Iran, «non potevamo permettere che avesse avuto l’arma nucleare». Lo ha detto Donald Trump in occasione del pranzo per i Friends of Ireland a Capitol Hill in occasione della festa di San Patrizio.
Le Borse europee chiudono in rialzo sperando in una svolta nella guerra
Le Borse europee chiudono in rialzo sperando in una svolta nella guerra in Medio Oriente dopo che Israele ha rivendicato l’uccisione nei raid su Teheran di Ali Larijani, capo del Supremo Consiglio per la Sicurezza nazionale diventato il leader d’emergenza della Repubblica islamica.
Intanto l’Iran ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico spingendo al rialzo i prezzi del petrolio.
L’indice Ftse 100 di Londra sale dello 0,83% a 10.403,81 punti, il Dax 30 di Francoforte avanza dello 0,66% a 23.722,23 punti e il Cac 40 di Parigi registra un progresso dello 0,49% a 7.974,49 punti. L’Ftse Mib archivia gli scambi con un rialzo dell’1,22% a 44.887,54 punti. (AGI)
Gio
Trump: «Non abbiamo bisogno dell’aiuto della Nato in Iran»
Donald Trump continua ad attaccare gli alleati della Nato e in un lungo post su Truth scrive di «non aver più bisogno della loro assistenza militare».
«Non fanno nulla per noi, in particolare nel momento del bisogno», ha incalzato il tycoon. «Non ci serve l’aiuto di nessuno», ha detto ancora Trump.
«Gli Stati Uniti sono stati informati dalla maggior parte dei nostri ‘alleatì della Nato che non vogliono essere coinvolti nella nostra operazione militare contro il regime terroristico dell’Iran in Medio Oriente, nonostante il fatto che quasi tutti i Paesi siano fortemente d’accordo con ciò che stiamo facendo e che all’Iran non si debba in alcun modo permettere di possedere un’arma nucleare», ha attaccato Trump su Truth sottolineando la sua frustrazione nei confronti dei partner mettendo la parola ’alleatì tra virgolette. «Non sono sorpreso dalla loro reazione, tuttavia, perché ho sempre considerato la Nato, dove spendiamo centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere questi stessi Paesi, una strada a senso unico: noi li proteggeremo, ma loro non faranno nulla per noi, soprattutto in caso di bisogno», ha aggiunto il tycoon.
«Fortunatamente, abbiamo decimato l’esercito iraniano: la loro Marina è stata distrutta, la loro Aeronautica è stata distrutta, la loro difesa antiaerea e i radar sono stati distrutti e, forse la cosa più importante, i loro leader, praticamente a ogni livello, sono stati eliminati, e non potranno mai più minacciare noi, i nostri alleati mediorientali o il mondo! Grazie ai successi militari che abbiamo ottenuto, non abbiamo più bisogno, né desideriamo, l’assistenza dei Paesi della Nato – non ne abbiamo mai avuto bisogno! Lo stesso vale per il Giappone, l’Australia o la Corea del sud. Anzi, parlando in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, di gran lunga il Paese più potente al mondo, non abbiamo bisogno dell’aiuto di nessuno!», ha concluso Trump.
Crosetto: «Militari evacuati da Baghdad»
«A Baghdad questa notte, tramite e con l’accordo dei nostri servizi di intelligence che ringrazio per la cooperazione con noi, abbiamo fatto» evacuare alcuni nostri militari «in totale sicurezza: sono già usciti dall’Iraq e sono già arrivati in Kurdistan e adesso arriveranno in Turchia e poi rientrano in Italia». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a ‘Diario del Giornò, parlando del rientro di altri militari «quasi totalmente da Baghdad». Crosetto ha spiegato che ne saranno fatti rientrare «ancora una parte da Erbil, ancora una parte da Kuwait: quelli che rimangono devono avere la garanzia di sicurezza e di avere qualcosa da fare, tutti gli altri sono stati fatti rientrare e saranno fatti rientrare a breve».
Macron: per ora niente scorte militari nello Stretto di Hormuz
La Francia parteciperà a scorte militari nello Stretto di Hormuz quando la situazione «sarà più calma», ha detto il presidente francese Emmanuel Macron.
Netanyahu: «Ora alleanze in Medio Oriente prima inimmaginabili»
«Si stanno creando alleanze con alcuni Stati che fino a poco fa sembravano immaginarie. È un nuovo Medio Oriente, ma non come quello di Peres, una visione irrealistica che guardava al mondo con occhiali rosa». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso della riunione di governo. Lo riportano Channel 12.
Teheran, sequestrati centinaia di Starlink
Il controspionaggio iraniano ha sequestrato centinaia di sistemi Starlink che sarebbero stati fatti arrivare da Israele e Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia Tasnim. I sistemi di connessione satellitare, prodotti da Elon Musk, sono stati «inviati dal nemico americano-sionista», si legge. Sono stati «individuati e sequestrati nel corso di un’operazione su scala nazionale» in cui è stata utilizzata «un’ampia gamma di strumenti tecnologici» per identificarne la posizione e «porre sotto sorveglianza e controllo le attività criminali dei loro utenti».
L’agenzia ricorda che «secondo la legge, l’acquisto e l’uso dei sistemi illegali Starlink costituiscono un reato punibile, in tempo di guerra, con pene severe per i responsabili».
Teheran smentisce che Mojtaba Khamenei sia in Russia per cure mediche
L’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, ha smentito le notizie secondo cui il nuovo leader supremo Mojtaba Khamenei si troverebbe in Russia per cure mediche. «Prima del giorno dell’aggressione americana e sionista contro l’Iran, la mattina del mese sacro più venerato, la notizia della fuga del martire Khamenei in Venezuela e Russia ha dominato la copertura mediatica del movimento satanico. Oggi, la notizia del trasferimento della Guida suprema della Rivoluzione in Russia per cure è una nuova guerra psicologica. I leader iraniani non hanno bisogno di fuggire e nascondersi nei rifugi», ha dichiarato Jalali, citato dalla Tass. Ieri la testata kuwaitiana Al-Jarida, avava riferito che Mojtaba Khamenei sarebbe stato segretamente trasportato a Mosca su un aereo militare russo per sottoporsi a un intervento chirurgico, dopo essere rimasto ferito nell’attacco
Israele: eliminato il leader de facto Larijani
Dopo l’annuncio del ministro della Difesa, Israel Katz, le forze israeliane hanno confermato di avere ucciso Ali Larijani. «Ieri, 17 marzo 2026, l’aviazione israeliana, agendo su intelligence dell’Idf e attraverso l’integrazione di capacità operative uniche, ha condotto un preciso attacco in cui è stato eliminato Ali Larijani, il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, che ha operato come leader de facto del regime terroristico iraniano», si legge in una nota. Larijani «si trovava nei pressi di Teheran» quando è stato colpito, si spiega.
Khamenei ha respinto le proposte per ridurre le tensioni con gli Usa
Il leader supremo iraniano, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, ha respinto le proposte di riduzione delle tensioni o di cessate il fuoco con gli Stati Uniti, presentate a Teheran da due Paesi intermediari. Lo scrive Reuters sul suo sito citando un alto funzionario iraniano, che ha chiesto di rimanere anonimo. Il funzionario ha affermato che la Guida Suprema ha dichiarato che non è «il momento giusto per la pace finché gli Stati Uniti e Israele non saranno messi in ginocchio, non avranno accettato la sconfitta e non avranno pagato un risarcimento».
Ucciso in Iran il capo dei Basij Gholamreza Soleimani
«L’aeronautica Militare israeliana, agendo sulla base delle informazioni di intelligence ha preso di mira ed eliminato Gholamreza Soleimani, che da sei anni operava come comandante dell’unità Basij, le forze che fanno parte dell’apparato armato del regime iraniano». Lo comunica l’Idf aggiungendo che durante le proteste interne in Iran, in particolare nei periodi più recenti in cui le manifestazioni si sono intensificate, le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione.
Colpiti siti missilistici e comandi Basij in Iran
Nel massiccio attacco sferrato su Teheran, Tabriz e Shiraz, le forze israeliane hanno preso di mira siti di produzione missilistica e centri di comando del regime iraniano. Lo ha riferito l’Idf in una nota.
«Decine di aerei da combattimento dell’Aeronautica Militare Israeliana, agendo sulla base di informazioni dell’Idf, hanno completato una serie di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano in tre diverse aree dell’Iran: Teheran, Shiraz e Tabriz», si legge.
Nella capitale «sono state sganciate decine di munizioni sui centri di comando appartenenti agli organismi di sicurezza del regime iraniano, tra cui il ministero dell’Intelligence e i Basij. Inoltre, sono stati colpiti siti utilizzati per lo stoccaggio e il lancio di droni, missili balistici e sistemi di difesa aerea», si spiega.
A Shiraz «sono stati colpiti il centro di comando delle forze di sicurezza interna e un sito di missili balistici.
A Tabriz sono stati smantellati ulteriori sistemi di difesa aerea del regime terroristico iraniano, così da ampliare ulteriormente la superiorità aerea nella regione e proteggere lo Stato di Israele», sottolinea la nota.
Teheran: arrestatate dieci spie straniere
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato l’arresto di 10 «spie straniere», mentre la guerra con Israele e gli Stati Uniti continua. «Dieci elementi mercenari e traditori sono stati identificati e arrestati», ha dichiarato l’organizzazione di intelligence delle Guardie nella provincia nord-orientale di Razavi Khorasan, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Isna, senza specificarne la nazionalità. Le Guardie hanno affermato che quattro di loro stavano raccogliendo informazioni “su siti sensibili e infrastrutture economiche», mentre gli altri erano collegati a un «gruppo terroristico monarchico».
Teheran: attaccate le basi Usa in Bahrein ed Emirati
Le autorità iraniane hanno annunciato di avere attaccato la base aerea americana di Isa, in Bahrein, e la base aerea di al-Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti. «I paesi del Golfo Persico farebbero meglio a espellere gli americani dai loro territori per evitare danni», si legge in una nota ufficiale diramata dalla televisione di Stato.
L’Iran rivendica un nuovo attacco al sito petrolifero emiratino Fujairah
La zona industriale petrolifera di Fujairah, sulla costa orientale degli Emirati Arabi Uniti, è stata presa di mira da un nuovo attacco con droni che ha scatenato un incendio. Lo riferiscono le autorità locali. «Le squadre di protezione civile dell’Emirato sono intervenute immediatamente sul posto e continuano i loro sforzi per controllare la situazione», hanno spiegato le autorità in un comunicato.
L’impianto, situato sul Golfo di Oman, oltre lo Stretto di Hormuz, era già stato colpito ieri da un attacco con droni e la compagnia petrolifera nazionale Adnoc aveva deciso di sospendere i carichi di greggio sul sito.
Macron convoca per oggi un nuovo consiglio di difesa sulla situazione in Medio Oriente
Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato per oggi pomeriggio un nuovo consiglio di difesa e sicurezza nazionale «sulla situazione in Iran e in Medio Oriente». Lo ha annunciato il Palazzo dell’Eliseo. Questo nuovo consiglio di difesa, che riunisce ministri e funzionari responsabili delle questioni di sicurezza – l’ultima riunione si è tenuta il 10 marzo – arriva mentre Donald Trump sta facendo pressione sulla Francia affinché risponda positivamente alla sua richiesta di assistenza per la sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Petroliera colpita da un proiettile al largo coste dell’Oman
Un «proiettile non identificato» ha colpito una petroliera al largo delle coste dell’Oman: lo ha riferito un’agenzia marittima britannica, precisando che non ci sono stati feriti. «Una petroliera ha segnalato di essere stata colpita da un proiettile non identificato», ha affermato Uk Maritime Trade Operations in un post su X. «Si segnalano danni strutturali lievi. Nessun ferito tra i membri dell’equipaggio».
Attacco con droni e razzi contro l’ambasciata Usa a Baghdad
L’ambasciata statunitense a Baghdad è stata colpita da un attacco con droni e razzi, dopo che un attacco simile era avvenuto poche ore prima. Lo ha riferito un funzionario della sicurezza. La difesa aerea, secondo quanto riporta un giornalista dell’AFP, ha intercettato un primo vettore mentre il secondo – si tratterebbe di un drone – ha colpito la sede diplomatica provocando una esplosione. Dall’ambasciata si è levata una colonna di fumo nero.
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