Basilicata

Isola, un “capretto” per intimidire chi parlava male dei lavori del Comune a Le Cannella

Il marito della sindaca di Isola a colloquio con esponenti dei clan; Allusione a un “capretto” per chi contestava i lavori a Le Cannella


ISOLA CAPO RIZZUTO – Un “capretto” per intimidire coloro che sui social network attaccavano l’amministrazione comunale per i lavori pubblici (la posa di asfalto, in particolare) nella località Le Cannella. Questa l’”allusione” che Roberto Bianchi, marito della sindaca di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga, avrebbe fatto parlando con Luigi Masciari, figura emergente dei nuovi assetti criminali isolitani stando alle carte dell’inchiesta che ha portato all’operazione Blizzard Folgore. Almeno questa è la ricostruzione della Dda di Catanzaro.

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GLI INVESTIMENTI

Se sia stata un’allusione o altro è difficile dirlo. Quello che è certo è che i carabinieri del Ros hanno monitorato alcuni contatti tra Masciari e Bianchi, che non è formalmente indagato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Bianchi, pur non ricoprendo alcun ruolo nell’amministrazione comunale, era “cercato” da Masciari che, per esempio, esortava il fratello a contattare il marito della sindaca sia per incentivare gli investimenti nella località Le Cannella sia per evitare che venisse rilasciato e terzi il permesso di costruire per un chiosco nei pressi di un porticciolo.

LA STRATEGIA

Bianchi e Masciari si conoscevano. Dagli archivi delle forze dell’ordine risulta che furono denunciati per falso e lesioni colpose, ipotesi di reato legati a un incidente sul lavoro. Sempre secondo gli inquirenti, i due sembrerebbero confrontarsi attivamente su progetti dell’amministrazione comunale per le condotte idriche e il piano spiaggia. Forse perché Masciari intendeva partecipare alla gara per una concessione. Gli inquirenti ipotizzano che Masciari stava elaborando “strategie per condizionare la pubblica amministrazione”. A uno degli incontri era presente anche Antonio Francesco Arena, uno dei pochi componenti dell’omonima famiglia mafiosa rimasto in libertà, il quale avrebbe manifestato l’intenzione di costruire un lido a Le Cannella.


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