Calabria

Isola Capo Rizzuto, spaccio alle case popolari di via Libertà: il procuratore chiede cinque condanne

Una rete di pusher che avrebbe spacciato cocaina, eroina e marijuana vicino all’Istituto scolastico comprensivo di Isola Capo Rizzuto, “Karol Wojtyla”, ma anche a pochi passi della Caserma dei carabinieri e della chiesa. Così ieri il pubblico ministero, il procuratore Giuseppe Capoccia, ha definito nella sua requisitoria il presunto gruppo criminale sgominato lo scorso 19 giugno, con cinque arresti eseguiti dai carabinieri, nell’ambito dell’operazione “Libertà” coordinata dalla Procura di Crotone.
Al termine della discussione, il pm ha chiesto alla giudice per le udienze preliminari, Elisa Marchetto, di condannare i cinque imputati che hanno scelto di essere processati col rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna). L’inchiesta prende il nome dal quartiere dove la “gang” avrebbe avuto la sua base logistica per ricevere i “clienti” che accorrevano dalle province di Crotone e Catanzaro a tutte le ore del giorno e della notte per acquistare la droga: la zona delle palazzine popolari compresa tra via Libertà e via Eduardo De Filippo.
Oltre 200 sarebbe stati gli episodi di cessioni di narcotici contati dai militari dell’Arma tra aprile e giugno 2022.
L’attività investigativa prese piede all’indomani dell’arresto di Giuseppe Scuteri (uno degli accusati) che il 26 aprile 2021 venne “pizzicato” mentre vendeva, in via Libertà, una dose di cocaina. Dal cellulare di Scuteri – sostennero gli inquirenti – sarebbe emersa «la costante dedizione allo spaccio di sostanza stupefacenti» in capo al 26enne, attraverso «continui contatti con assuntori e personaggi dediti al narcotraffico».

Leggi l’articolo completo nell’edizione cartacea di Gazzetta del Sud – Catanzaro


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