Isola Capo Rizzuto, sgominata banda della droga 13 arresti
Operazione “Last Minute” contro il narcotraffico a Isola Capo Rizzuto: 13 arresti, droga sequestrata e legami con la Locride. Indagine Dda Catanzaro
ISOLA CAPO RIZZUTO – La Squadra Mobile di Crotone e la Dda di Catanzaro hanno sgominato una presunta associazione a delinquere dedita al narcotraffico che aveva il monopolio della piazza di spaccio di Isola Capo Rizzuto. Tredici le persone arrestate, di cui 10 in carcere e tre ai domiciliari, ma in tutto sono 20 gli indagati. Operazione Last Minute, l’hanno chiamata perché dai dialoghi intercettati emerge che gli indagati utilizzavano il termine “minuti” per indicare il corrispettivo in denaro della droga da cedere. I canali di approvvigionamento, come emerge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip distrettuale di Catanzaro Massimo Forciniti, denotano collegamenti con altri gruppi criminali, soprattutto nella Locride. Inoltre, gli indagati utilizzavano un appartamento come deposito e stoccaggio degli stupefacenti. Fiumi di cocaina, marijuana e hashish. Il gruppo disponeva di una “clientela fissa” e per questo sono contestate numerose cessioni giornaliere di stupefacenti, sintomo di una certa organizzazione per poter fronteggiare la continua richiesta. Un importante colpo ai trafficanti di droga, quello messo a segno dalla Questura guidata da Renato Panvino. Ecco i nomi degli arrestati.
NOMI
In carcere: Armando Bevilacqua, di 37 anni, di Crotone. Francesco Bruno (30), di Isola Capo Rizzuto. Raffaele Gualtieri (34), di Isola Capo Rizzuto. Paolo Gualtieri (24), di Isola Capo Rizzuto. Francesco Laratta (27), di Crotone; Gaetano Maesano (38), di Isola Capo Rizzuto. Massimo Mazzaferro (49), di Gioiosa Jonica). Damiano Mellace (37), di Isola Capo Rizzuto. Giuseppina Muto (34), di Isola Capo Rizzuto; Domenico Soda (22), di Crotone.
Ai domiciliari: Francesco Agostino (30), di Gioiosa Jonica. Francesco Geraldi (59), di Isola Capo Rizzuto. Antonio Giusepe Morrone (28), di Isola Capo Rizzuto.
Indagati anche: Nicola Arena (39), di Isola Capo Rizzuto. Domenico Bruno (34), di Isola Capo Rizzuto. Edoardo Morrone (32), di Isola Capo Rizzuto. Giuseppe Rubino (34), di Isola Capo Rizzuto. Matteo Scicchitano (24), di Crotone. Vincenzo Verterame (64), di Isola Capo Rizzuto.
LA GENESI
L’inchiesta nasce da un arresto per droga per i fratelli Raffaele e Paolo Gualtieri avvenuto nel marzo 2024. Gli inquirenti notarono che nonostante fossero ai domiciliari, quotidianamente ricevevano visite di decine di clienti che acquistavano cocaina. La circostanza, agli agenti della V Sezione Antidroga della Mobile, non è sfuggita e sono scattate le indagini. Videoriprese e intercettazioni avrebbero così consentito di monitorare un’organizzazione vera e propria.
I RUOLI
Emerge la funzione apicale di Raffaele Gualtieri, che avrebbe mostrato di essere il più attivo nei traffici a dimostrazione del suo inserimento nella compagine con ruolo di vertice. Sarebbe stato tra i più attivi anche nei rapporti con i fornitori e avrebbe detenuto la cassa comune del gruppo. Paolo Gualtieri, operando in stretto contatto con Raffaele, avrebbe mantenuto i contatti con i singoli assuntori di stupefacente. Francesco Bruno, dopo essersi procurato il narcotico presso i fornitori, si sarebbe occupato della lavorazione e suddivisione in dosi. Giuseppina Muto avrebbe svolto il ruolo di vedetta, rilevando l’eventuale presenza di forze dell’ordine sul territorio e segnalandola agli altri indagati. La donna, inoltre, avrebbe contribuito alla gestione della contabilità. Armando Bevilacqua si sarebbe occupato delle partite di hashish, Francesco Laratta della cocaina, Soda delle consegne.
I FORNITORI
L’hashsih, in particolare, veniva dal rione degli zingari di Crotone e il fornitore sarebbe stato Armando Bevilacqua. Massimo Mazzaferro di Gioiosa Jonica, tenendo i contatti con Raffaele Gualtieri, lo avrebbe rifornito di cocaina. Maesano avrebbe ricevuto dai fornitori partite di droga poi consegnate a Raffaele Gualtieri per il successivo smercio. Damiano Mellace avrebbe testato la qualità del narcotico ricevuto di volta in volta dai fornitori.
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