Isola Capo Rizzuto, sette arresti per estorsione e danneggiamenti
Maxi operazione dei Carabinieri a Isola di Capo Rizzuto: sette persone arrestate su ordine della DDA di Catanzaro. Le accuse riguardano estorsione, turbata libertà degli incanti e danneggiamento aggravato dal metodo mafioso
Isola di Capo Rizzuto (KR) – È scattata all’alba di oggi, lunedì 16 febbraio, una vasta operazione antimafia condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Crotone, con il supporto dei militari dei Comandi Provinciali di Catanzaro e Cosenza, del Nucleo Cinofili, dell’8° Elinucleo e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” Calabria di Vibo Valentia.
ARRESTI A ISOLA CAPO RIZZUTO
L’intervento è culminato con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Sette le persone finite in carcere, tutte indagate, a vario titolo, per estorsione (art. 629 c.p.), turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.) e danneggiamento (art. 424 c.p.), reati aggravati dal cosiddetto “metodo mafioso” o dalle “finalità mafiose”.
L’operazione rientra in un più ampio quadro d’indagine diretto dalla DDA di Catanzaro e coordinato dal Comando Provinciale Carabinieri di Crotone. Per contrastare fenomeni di infiltrazione criminale nel tessuto economico e negli appalti pubblici del territorio.
LE ACCUSE, ESTORSIONE E DANNEGGIAMENTI CON METODO MAFIOSO
Sono accusati a vario titolo di estorsione con aggravante mafiosa poiché avrebbero costretto l’amministratore del villaggio turistico “Seleno-Margheritissima” di Isola Capo Rizzuto ad assumere persone indicate dagli indagati con funzioni di addetti alla guardianìa.
Tra le altre cose, avrebbero costretto il titolare del villaggio ad affidare servizi di cura del verde condominiale e di gestione della spiaggia alle imprese di riferimento della famiglia di ‘ndrangheta degli Arena.
ARRESTI A ISOLA, TURBATIVA D’ASTA
Contestate anche accuse di turbativa d’asta poiché Timpa e Bruno, soci di un’impresa costruttrice di unità immobiliari nel villaggio, la IGB Immobiliare srl, e alcuni loro collaboratori come Nicoscia, avrebbero minacciato i partecipanti a una procedura di vendita facendo in modo che i prezzi rimanessero contenuti.
Inoltre, avrebbero preso parte all’asta tramite prestanome e avrebbero costretto alcuni acquirenti a rinunciare agli appartamenti e restituirli alla IGB o a versare ulteriori somme per ottenerne il definitivo acquisto.
I NOMI
In carcere: Pasquale Arena, di 35 anni; Giuseppe Bruno (56); Domenico Muraca (74); Michele Nicoscia (46); Rosario Scerbo (58); Vincenzo Scerbo (63); Carmine Antonio Timpa (75). Sono tutti di Isola Capo Rizzuto.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari, e le accuse dovranno essere oggetto di verifica nel corso del processo.
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