Isola Capo Rizzuto “era cosa loro”. E secondo una rigida spartizione
«Vedi che dal bivio di Isola… dal bivio della 106… fino al bivio di Sant’Anna non vede passare nemmeno un uccello di là». E poi: «Dal primo bivio di Isola… quello di Le Castella… quando vieni da Catanzaro… il primo bivio di Isola… da dove incomincia Isola… dal primo bivio di Sant’Anna non passa manco Gesù Cristo… Ci siamo io e chi deve essere là!.. Di là non deve passare nessuno». A parlare è Tommaso Gentile, uno dei presunti maggiorenti della cosca Manfredi-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, collegata alla famiglia Arena, intercettato nel 2024 mentre ribadiva a Pasquale Manfredi detto “Scarface”, e a suo figlio Luigi Manfredi, quali fossero le aree di ingerenza mafiosa nel comune costiero del Crotonese.
Il dialogo ripercorre le zone nelle quali il clan esercita la sua influenza sotto la triplice reggenza di Pasquale Manfredi, Tommaso Gentile e Rosario Capicchiano. Una vera e propria lezione di “geografia criminale”, contenuta nella maxi-informativa dell’inchiesta “Libeccio” che il 10 marzo scorso ha portato i carabinieri di Crotone ad arrestare 19 persone. L’operazione, sulla scia del blitz “Folgore-Blizzard” di marzo 2025, ha consentito alla Dda di Catanzaro di smantellare il gruppo dei Manfredi-Nicoscia che dettava legge nei territori di riferimento a colpi di estorsioni, danneggiamenti e traffici di droga.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale
Source link




