Molise

Isernia, il Venerdì Santo tra fede e dolore: la processione dei penitenti in un tempo segnato da maltempo e guerre (IL VIDEO DELLA DIRETTA) | isNews

La tradizione torna nel capoluogo pentro con il partecipato rito collettivo legato alle festività pasquali


ISERNIA. La sera del Venerdì Santo, a Isernia, il tempo sembra rallentare fino quasi a fermarsi. Le luci si abbassano, il brusio della città lascia spazio a un silenzio carico di attesa, mentre lungo il tracciato che attraversa il cuore cittadino prende forma uno dei riti più intensi e identitari della tradizione locale.

Non è solo una processione. È un momento collettivo di raccoglimento, in cui fede, memoria e dolore si intrecciano. Gli incappucciati penitenti avanzano lentamente, in fila, rievocando la Passione di Cristo. I loro passi cadenzati, il volto nascosto, il peso simbolico del sacrificio: ogni elemento contribuisce a costruire un’atmosfera sospesa, quasi irreale, che attraversa le strade e si insinua tra la folla.

Il percorso, regolato con attenzione per garantire sicurezza e ordine, diventa così una sorta di via crucis urbana. Le vie e le piazze del centro si trasformano in tappe di un cammino condiviso, dove i fedeli procedono in silenzio o intonando inni accorati e dolorosi, accompagnati dal suono cupo delle marce funebri.

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Quest’anno, però, il carico emotivo appare ancora più forte. A gravare sul clima già intenso della celebrazione c’è quanto accade fuori da questo perimetro simbolico: il maltempo che nelle ultime ore ha colpito duramente il Molise, lasciando segni profondi tra comunità e territori, e, più lontano ma non meno presente, il rumore costante della guerra che attraversa il mondo.

Tutto questo sembra riflettersi nei volti raccolti dei partecipanti, nella partecipazione composta ma profondamente sentita della folla. La processione diventa così anche un momento per elaborare un dolore più ampio, che supera i confini della tradizione religiosa e si fa esperienza totale.

Nel buio della sera, tra le luci soffuse e i passi lenti dei penitenti, Isernia si stringe attorno al suo rito più antico. E in quel silenzio denso di significato, la Passione di Cristo sembra parlare ancora, oggi, a una comunità ferita ma unita, in cerca di speranza.

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