Iron and Wine – Hen’s Teeth: L’altra faccia del country songwriting :: Le Recensioni di OndaRock
Il nuovo disco di Iron & Wine, “Hen’s Teeth”, è un progetto per alcuni versi speculare al precedente capitolo “Light Verse” del 2024, essendo stato registrato durante le stesse session con gli ormai inseparabili David Garza (chitarra), Tyler Chester (organo e tastiere) e Sebastian Steinberg (basso). Si tratta di dieci nuove canzoni dall’ampio spettro sonoro ma che ancora una volta mettono in risalto la passione di Sam Beam per la tradizione country-folk di Los Angeles.
Mentre “Light Verse” appariva a tratti leggermente impacciato, “Hen’s Teeth” possiede una fluidità e un respiro che permettono all’autore di confrontarsi con assolate sonorità brasiliane da cartolina vacanze in “Defiance Ohio” e con un raffinato dialogo tra voce e basso che rimette in campo le note influenze jazz, già esplorate nell’album “Kiss Each Other Clean”, nella sensuale e vezzosa “Dates And Dead People”.
È evidente che i dischi di Iron & Wine siano sempre meno intimi e struggenti, senza dubbio più empatici e comunicativi, più inclini all’imperfezione e alla svogliatezza. La voce non indugia nella malinconia e il timbro richiama spesso Ian Matthews, soprattutto quando le inflessioni country in stile Laurel Canyon prevalgono, come in “Robin’s Egg” (ai cori le I’m With Her) e “Roses”.
Con “Hen’s Teeth” il musicista consolida una dimensione creativa dove gli elementi caratteristici del suo stile – la voce confidenziale e il tocco chitarristico diretto e spurio – sono ancora più rilevanti, che siano articolate (l’onirica “Singing Saw”) o deliziosamente semplici (il solido chamber-folk di “Wait Up” che si avvale nuovamente dei cori delle I’m With Her), le canzoni possiedono una loro personalità.
A “Grace Notes” spetta il titolo di brano più ambizioso e riuscito dell’album: mandolino e violino volteggiano sulle voci, mentre il piano corrompe con un pizzico di swing le turbolenti armonie con un crescendo emotivo che lascia il segno. Mentre molti cantautori inseguono struggenti e dolenti racconti, sbirciando sempre di più nel mondo del gothic-folk, Sam Beam prova a raccontare il malessere dell’uomo contemporaneo con una dolcezza e una delicatezza che lasciano spazio alla speranza, e per una volta essere sereni non è un peccato.
20/02/2026




