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Irlanda, i giocatori a testa bassa durante l’inno di Israele, poi non danno la mano agli avversari – Calcio

Dopo la votazione interna per decidere se giocare la partita contro Israele (alla fine è prevalsa la decisione di scendere in campo), i calciatori dell’Irlanda, fischiati dai pochi tifosi israeliani presenti nel riscaldamento pre-partita e scesi in campo con la fascia nera al braccio “in segno di riconoscimento per tutte le vite perse nel conflitto”, come ha specificato l’ad della federcalcio David Courell, hanno deciso di chinare il capo quando è stato suonato l’inno israeliano. E subito dopo si sono rifiutati di sfilare accanto ai rivali per la tradizionale stretta di mano. La stretta di mano è mancata anche tra i capitani Dara O’Shea e Manor Solomon che non si sono scambiati i gagliardetti prima del via. Si è giocato sul neutro di Debrecen, in Ungheria, ma anche la partita di ritorno, come chiesto e ottenuto dalla federazione irlandese, si giocherà in campo neutro, in Serbia.

Gara senza storia sul campo, Moylans segna e bacia la fascia nera

In campo Israele ha evidentemente risentito del clima teso, finendo per incassare 3 gol nel giro di appena 11’, tra il 14’ e il 25’, da Parrott, Idah e Moylan che, dopo aver realizzato lo 0-3, si è tolto la fascia e l’ha baciata prima di ripetere il gesto anche sullo stemma della propria nazionale.


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