Ipes e le sfide della casa: è partita la caccia al nuovo presidente – Cronaca
BOLZANO. «Ci sto lavorando e nelle prossime settimane presenterò un nome». Com’era previsto dagli accordi di coalizione per la formazione della giunta provinciale, tocca ad Angelo Gennaccaro, vicepresidente del consiglio provinciale e assessore regionale de la Civica, scegliere il nuovo o la nuova presidente dell’Ipes. Decisione tutt’altro che semplice, anche perché dovrà avere il gradimento di Ulli Mair, l’assessora provinciale all’edilizia abitativa, che avrebbe voluto abolire il cda dell’Ipes, per rendere più efficiente ed efficace l’Istituto che gestisce in Alto Adige 13 mila alloggi e 30 mila inquilini.
La proposta, illustrata alla giunta provinciale nella scorse settimane, prevedeva un rapporto diretto tra assessorato e direttore generale dell’Istituto. In questo modo, a suo dire, si sarebbe potuto rispondere in maniera più veloce e puntuale ai bisogni dei cittadini, in una realtà in cui l’emergenza casa si fa sempre più pesante.
Suo malgrado, l’assessora Mair ha dovuto accettare il no degli alleati, ma ha dettato le condizioni di cui Gennaccaro dovrà in qualche modo tenere conto nella scelta del presidente: «Mi aspetto – aveva detto – persone che conoscano entrambe le lingue e che abbiano reali competenze in una materia così complessa».
Cambio al vertice
Dopo sei anni dunque, cambia il vertice dell’Ipes. All’inizio di maggio, subito l’approvazione del bilancio, scade l’incarico di Francesca Tosolini. Alla guida dell’Istituto dal 2020, era stata nominata la prima volta da Giuliano Vettorato, leghista, allora vicepresidente della giunta provinciale; poi confermata nel 2023. In base allo Statuto potrebbe essere confermata per la terza volta, ma dopo sei anni c’è la volontà di cambiare. Il posto – lo ricordiamo – spetta al gruppo italiano.
Del cda in scadenza, oltre alla presidente ne fanno parte Sabine Fischer (vice), Tony Tschnett, segretario dell’Asgb, in rappresentanza dei sindacati. La nomina del vice spetta alla Svp, mentre il terzo componente tocca a rotazione alle organizzazioni sindacali. Ricordiamo che anche i sindacati, in un incontro con l’assessora Mair, avevano chiesto di non abolire il cda. Almeno fino a quando non ci sia un vero e proprio piano che indichi, nel dettaglio, i vantaggi che deriverebbero dalla soppressione dell’organismo.
Vista la complessità dell’incarico e le sfide che attendono l’Istituto – chiamato a rispondere alla crescente domanda di case che arriva sempre più spesso anche dal ceto medio – si vorrebbe per la presidenza una figura che, come Tosolini, si possa dedicare a tempo pieno. E porti soprattutto idee nuove nella gestione del patrimonio di alloggi concentrato in particolare nel capoluogo. Da una parte bisogna accelerare le procedure di ristrutturazione degli appartamenti – solo a Bolzano si calcola che ce ne siano circa 400 vuoti – e dall’altra bisogna fare pressione sui Comuni perché mettano a disposizione le aree per realizzarne di nuovi. Oltre che sulla Provincia per avere più fondi.
Gennaccaro, consapevole dell’importanza di trovare la persona con le caratteristiche giuste, sta esaminando diversi curricula.
In scadenza anche il direttore
A maggio – e questa è la cosa che più preoccupa – con il cda scade anche l’incarico del direttore generale Wilhelm Palfrader, in carica dal primo marzo del 2016. L’alto dirigente, con una lunga esperienza nel settore dell’edilizia abitativa agevolata, ha dato però la disponibilità a restare fino al 30 novembre, data in cui maturerà i requisiti per andare in pensione.




