Iosonouncane, Teatro Antico Greco-Romano, Catania (11/07/2026)
Un’architettura del passato in tutto il suo splendore ha fatto da cornice alla tappa catanese del tour estivo in formato acustico di Iosonouncane, evento organizzato in sinergia da Azul e Zō Centro Culture Contemporanee. Una dimensione intima, chitarra e voce, incastrata nel Teatro Antico del capoluogo etneo, reso ancor più suggestivo dall’affioramento dell’acqua – leggenda vuole che si tratti del sotterraneo Amenano – ad allagare l’orchestra. Fuori si espande il caldo usuale di luglio, all’interno un microclima che ha del miracoloso.

L’attesa non dura molto e senza fronzoli si abbassano le luci mentre Jacopo Incani guadagna la scena. Il silenzio è assoluto quando le parole di Luigi Tenco raggiungono la cavea gremita. “Vedrai, vedrai” è solo il primo apice di una serata ad alto tasso emozionale, seguita a ruota da “Novembre”, singolo sul cui lato B era stata incisa. Da qui in poi inizia un viaggio attraverso la discografia del cantautore sardo, un percorso diviso in precise sezioni, ciascuna dedicata a uno dei suoi album e introdotta da un omaggio a un autore di riferimento.
Si parte con tre estratti da “La macarena su Roma” con una trascinante “Il corpo del reato” ad aprire. Poi è “Finestre di dolore” di De Gregori e la toccante “VIUDAS”, scritta per la serie-tv “Briganti”, a sancire la transizione verso il trittico di “Ira”, certamente la parte più atmosferica del set, chiusa da una splendida versione di “Soldiers”.

E poi “Sporca estate” di Piero Ciampi prima di lanciarsi nella sequenza “Buio/Carne/Stormi” che accende l’entusiasmo del pubblico. Una prova di forza per brani che dimostrano di saper vivere pienamente anche in questa veste essenziale, resi incisivi dalle capacità interpretative di Incani. Rimane lo spazio per un ultimo atto, il tributo allo scomparso Tonino Casula di “Sacramento”. Un commiato ad altissima intensità che chiude una serata perfetta, difficilmente dimenticabile da chi ha avuto la fortuna di viverla.






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