«Io, paziente, vi spiego perché la Neuroradiologia interventistica di Perugia è una vera eccellenza»
Pubblichiamo la lettera di Enrico Flamini, che ha voluto raccontare la sua storia di paziente e il suo percorso fatto con la Neuroradiologia interventistica dell’ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia.
di Enrico Flamini
Ci sono momenti nella vita in cui certe consapevolezze non possono restare private. Devono diventare parola pubblica, perché riguardano non solo una storia personale — in questo caso la mia — ma un patrimonio collettivo: quello di una sanità pubblica umbra che funziona, che eccelle, che salva vite.
Scrivo dopo essere stato dimesso dall’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, al termine di un percorso clinico complesso che dura, di fatto, da vent’anni. Un percorso che mi ha permesso non solo di sopravvivere, ma di continuare a vivere pienamente, grazie a una disciplina di straordinario valore: la neuroradiologia interventistica.
Nel 2005, in maniera improvvisa e come può accadere a chiunque, fui colpito da una grave emorragia cerebrale causata dalla rottura di un aneurisma. In un’epoca in cui la chirurgia tradizionale rappresentava spesso l’unica opzione, a Perugia esisteva già una competenza avanzata capace di intervenire dall’interno dei vasi sanguigni, senza aprire il cranio. Quell’aneurisma fu trattato con successo mediante embolizzazione endovascolare. Fu il primo, decisivo salvataggio.
Negli anni successivi sono stato seguito con controlli costanti, rigorosi, mai approssimativi, anche con il supporto e la professionalità del mio medico di famiglia, la dott.ssa Agnesi. Ed è proprio grazie a questa cultura del follow-up che, nel 2022, è stato individuato un secondo aneurisma cerebrale, nuovo e distinto, situato nella parte opposta del cervello rispetto a quello del 2005: inizialmente silente, poi progressivamente cresciuto. Questa volta, fortunatamente, l’aneurisma non si è rotto ed è stato osservato, studiato e valutato con attenzione millimetrica.
Dietro questa continuità clinica, dietro questa capacità di visione nel tempo, c’è il lavoro di chi ha costruito e consolidato negli anni la neuroradiologia interventistica di Perugia. In questo senso va riconosciuto e sottolineato il ruolo del dott. M. Hamam, che con professionalità, competenza, dedizione e rigore scientifico ha contribuito a sviluppare questa eccellenza, formando una scuola, consolidando procedure e garantendo ai pazienti cure di altissimo livello nella sanità pubblica regionale umbra. Fu proprio lui a salvarmi la vita nel 2005.
Tornando a oggi, a distanza di vent’anni, quando il rischio di rottura del nuovo aneurisma è diventato elevato, la risposta è stata una procedura di straordinaria complessità tecnica: doppio stent, spirali di platino, ricostruzione del vaso cerebrale, rispetto assoluto delle arterie vitali. Un intervento che ha richiesto non solo tecnologia avanzata, ma soprattutto esperienza, intelligenza clinica e lavoro di squadra. È stato eseguito ancora una volta dal dott. Hamam insieme al dott. Bellantonio, con la collaborazione dell’anestesista di sala, dott.ssa Andreani, e di un’équipe di infermieri e tecnici dedicati esclusivamente a questa disciplina interventistica. Tutto questo, a Perugia, non è un’eccezione: è metodo.
Il risultato? Aneurisma escluso, nessun deficit neurologico. Mi sono svegliato lucido, ho camminato e, grazie anche allo straordinario supporto di mia moglie e dei miei genitori, sono tornato a casa dopo tre giorni di ricovero. Certo, per diverso tempo dovrò astenermi da sforzi fisici, seguire una terapia antiaggregante ed effettuare i controlli del caso. Ma mentre scrivo sono senza dolore e pronto al recupero nei tempi necessari.
Per questo sento il dovere di dirlo con chiarezza: per molti pazienti la neuroradiologia interventistica, quando possibile, rappresenta una grande e concreta opportunità. Sono serviti anni di lavoro silenzioso, competenze costruite nel tempo, una visione clinica portata avanti con coerenza da professionisti che hanno creduto in una disciplina che oggi è una realtà consolidata.
Non si tratta di celebrare, ma di riconoscere una responsabilità professionale e morale: quella di chi ha investito nella crescita di un’eccellenza che oggi salva vite ogni giorno. Una sanità pubblica che risponde non solo all’emergenza, ma la previene. Che non si limita a curare, ma accompagna nel tempo.
Raccontare tutto questo, per me, è un atto civico. Perché la comunità regionale deve sapere che la neuroradiologia interventistica di Perugia è un’eccellenza nazionale che appartiene a tutta l’Umbria. E come tale va conosciuta, riconosciuta, potenziata e difesa. Per l’oggi e per il domani.
Source link




