Inwit: «Con Tim e Fastweb contratti validi fino al 2038»
Inwit è disponibile a sedersi al tavolo a discutere con i suoi due principali clienti, Tim e Fastweb-Vodafone, con i quali sono emerse divergenze di vedute (non irrilevanti) sull’applicazione dell’accordo (Msa, master service agreement) che regola i rapporti sull’utilizzo della rete di torri per la telefonia mobile che, va ricordato, per la maggior parte sono quelle che avevano conferito proprio Tim e Vodafone Italia, oggi non presenti nell’azionariato della società infrastrutturale. Questo però a patto che venga riconosciuta la validità dei contratti in essere, fino al 2038 secondo Inwit, visto che nel 2022 c’è stato un cambio di controllo che ha fatto scattare il rinnovo automatico per 16 anni. Se Fastweb desse disdetta al contratto entro la fine di questo mese per terminare il rapporto nel 2028, quando secondo l’operatore di Swisscom scadrebbe invece il suo contratto, Inwit sarebbe pronta a ricorrere d’urgenza al Tribunale per tutelare la propria posizione e chiarire al più presto la questione.
Questo in sintesi quanto emerso dalla conference call con gli analisti che il direttore generale di Inwit, Diego Galli, ha tenuto nella prima mattinata dopo aver abbassato la guidance per il 2026 e l’outlook per i prossimi anni a seguito dell’annuncio di Tim e Fastweb-Vodafone della firma di un accordo, per ora non vincolante, per la costruzione in proprio di 6mila nuovi torri, a sostegno dello sviluppo del 5G.
Nel comunicato, emesso dopo la riunione straordinaria del consiglio per analizzare lo stato dei rapporti con i due clienti, Inwit sostiene che, a suo giudizio, «l’atteggiamento di Tim e Fastweb è frutto della volontà di queste ultime di ottenere una squilibrata e ingiustificata revisione degli originari termini dei due Msa a suo tempo sottoscritti», che l’iniziativa annunciata della joint per le torri è «in evidente contrasto con gli Msa», che la società «rigetta integralmente le eccezioni a vario titolo avanzate dagli anchor tenants in relazione agli Msa, alla loro durata e alla loro esecuzione». Ma nel comunicato Inwit dice anche che per quanto riguarda l’outlook a medio termine (crescita annuale dei ricavi low single digit, spesa per investimenti annuale intorno ai 200 milioni) questo «non include i potenziali upside relativi al ristabilirsi di una relazione costruttiva con gli anchors (Tim e Fastweb, ndr) ai fini dello sviluppo e dell’innovazione delle reti, all’oggettivo bisogno di densificazione richiesto dalla continua crescita del traffico dati e dall’opportunità di espandersi lungo la filiera delle infrastrutture digitali».
Cioè si può parlare degli sviluppi futuri, ma – ribadisce il comunicato – «gli MSA sono contratti a lungo termine, i cui termini e condizioni sono parte integrante di un’operazione unica e inscindibile completata nel 2020», operazione che «ha comportato per Inwit un investimento iniziale di circa 10 miliardi per l’acquisto dell’infrastruttura detenuta all’epoca da Tim e Vodafone Italia, garantendo un immediato e significativo beneficio economico e finanziario alle società venditrici».
Gli Msa, precisa il comunicato, «prevedono che qualora i due operatori abbiano necessità di un nuovo sito per soddisfare i propri piani di roll out, a Inwit sia attribuita la qualifica di fornitore privilegiato, con il conseguente divieto per gli operatori di affidare la realizzazione di nuovi siti a terzi, senza aver prima consentito a Inwit di esercitare il proprio diritto preferenziale (che prevede una last call), che opererebbe anche nei confronti dell’annunciata joint venture».
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