«Inviami sul cellulare le tue foto nudo»
PESARO Accusato di aver adescato un minorenne sull’autobus, il caso del 63enne sudamericano finisce davanti al giudice. L’uomo non è nuovo a questi episodi perché per lui pende già un altro processo per atti sessuali su un minorenne fanese. Il fatto contestato è avvenuto circa un anno fa sull’autobus che da Pesaro si dirige nell’entroterra. L’uomo era salito in corrispondenza di una scuola superiore e si era seduto di fianco a un ragazzo di 16 anni. Qui avrebbe iniziato una sorta di corteggiamento lasciandosi andare a frasi sempre più provocanti. Poi gli avrebbe preso una mano accarezzandola.
Il biglietto
Fino a che gli avrebbe lasciato un biglietto con il suo numero di telefono con la richiesta al ragazzino di mandargli delle foto intime.
Il ragazzino era impietrito, ma per fortuna è riuscito a scendere e dare l’allarme ai genitori che hanno subito sporto denuncia contro il 63enne. L’accusa è quella di adescamento di minore. Le immagini di sorveglianza del bus sono state acquisite e documenterebbero l’approccio ma anche il fatto che l’uomo avrebbe cercato di incrociare lo sguardo di più ragazzini.
Oggi l’uomo non si trova, ha fatto perdere le sue tracce da qualche mese, ma su di lui pende anche un altro processo davanti al collegio. E l’accusa è quella di violenza sessuale nei confronti di un ragazzino di appena 13 anni. L’uomo aveva una sorta di laboratorio artistico di ceramica in centro a Fano. Nel settembre del 2022 avrebbe visto il 13enne con la gomma della bici forata e si sarebbe offerto di ripararla portando il ragazzino nel suo laboratorio. Secondo l’accusa, l’uomo sarebbe riuscito ad adescarlo approfittando della debolezza del ragazzino, impietrito di fronte alle presunte avance.
La denuncia
Due ore di buio in cui la madre ha iniziato a cercarlo, poi il 13enne è riemerso e ha raccontato tutto ai familiari che hanno sporto denuncia. Ci sarebbero stati palpeggiamenti, strofinamenti e baci. L’uomo ha sempre negato ogni addebito, spiegando agli inquirenti che avrebbe solo dato da bere al ragazzino e lo avrebbe accompagnato da un meccanico. La famiglia del minore si è costituita parte civile tramite l’avvocata Francesca Santorelli. Per questo ultimo caso il 2 aprile è prevista la discussione.




