Investimenti sostenibili: Carmignac vede opportunità in storage, acqua e AI

Accumulo energetico, gestione dell’acqua e governance dell’intelligenza artificiale sono tra i settori più attrattivi per gli investimenti Esg nei prossimi anni. È quanto emerge dallo studio “Outlook Esg 2026” di Carmignac, gruppo francese di asset management con circa 41 miliardi di euro di patrimoni gestiti nel mondo.
Secondo Carmignac, la stessa definizione di Esg si è ampliata rispetto al passato: da approccio limitato a rinnovabili, criteri etici ed esclusioni, a metodo di analisi applicato a tutte le aziende in portafoglio. Impatto ambientale, condizioni di lavoro e qualità della governance vengono valutati insieme ai dati economici per misurare rischi, opportunità e solidità nel lungo periodo. In questo passaggio, la finanza sostenibile diventa uno strumento per selezionare investimenti più resilienti.
Tra i settori più promettenti, l’accumulo a batterie occupa un posto centrale. La crescita del fotovoltaico – oltre 500 gigawatt di nuove installazioni globali nel 2024-2025 – ha reso evidente il problema della variabilità della produzione. Per Carmignac, le opportunità più interessanti non stanno tanto nei produttori di batterie, ormai in un mercato sempre più standardizzato dove conta soprattutto il prezzo, ma nelle società di ingegneria, negli operatori di rete e negli sviluppatori capaci di integrare storage e rinnovabili.
Un secondo fronte riguarda l’acqua. La crescita dei grandi operatori globali del cloud e dei data center, spinta dall’intelligenza artificiale, aumenta il fabbisogno energetico e idrico. Se l’efficienza dei sistemi di raffreddamento è già migliorata negli ultimi anni, la nuova frontiera degli investimenti riguarda irrigazione intelligente, colture resistenti alla siccità e soprattutto desalinizzazione, mercato da circa 20 miliardi di dollari sostenuto dai grandi progetti in Medio Oriente e dalla maturità delle tecnologie di osmosi inversa.
Tra i temi sociali emerge la governance dell’intelligenza artificiale. Le pratiche di AI responsabile incidono ancora poco sulle valutazioni di mercato, ma Carmignac ritiene che possano diventare rapidamente un fattore di rischio sistemico, con effetti su reputazione, regolazione e costi operativi. Allo stesso tempo, cresce l’attenzione sulla trasparenza delle catene di approvvigionamento, soprattutto in un contesto di deregolamentazione e pressione sui costi che potrebbe abbassare gli standard nei settori più esposti.
Non mancano i comparti più controversi. Nel 2025 diversi gestori europei hanno riaperto agli investimenti nella difesa convenzionale, interpretandoli come contributo alla sicurezza e alla resilienza economica. Carmignac scrive che il dibattito su sicurezza e sostenibilità continuerà anche nel 2026, segno di un Esg sempre più legato alle scelte geopolitiche.
Dal punto di vista geografico, lo studio confronta Europa e resto del mondo. L’Europa resta in vantaggio per chiarezza normativa e politiche climatiche, fattori che continuano a sostenere gli investimenti nelle tecnologie pulite. La Cina, invece, guida la riduzione dei costi di solare, batterie e componenti energetiche, accelerandone la diffusione globale. In Asia si registrano progressi nella governance societaria: prima in Giappone e poi in Corea del Sud, dove riforme legali e di mercato puntano a rafforzare la tutela degli azionisti. Negli Stati Uniti, al contrario, cresce il coinvolgimento pubblico nelle decisioni aziendali per ragioni di sicurezza nazionale, segno di un equilibrio sempre più delicato tra mercato e politica.
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