INTOSSICAZIONE ALIMENTARE: DUE CASI SOSPETTI IN ABRUZZO RICOVERI DOPO CENONE DI CAPODANNO | Notizie di cronaca
L’AQUILA – Nuovi episodi di presunta intossicazione da cibo, dopo il tragico caso delle due donne, madre e figlia, morte in provincia di Campobasso: un notte di San Silvestro difficile per due famiglie abruzzesi.
Il primo gruppo era a cena a Villanova di Cepagatti, nel Pescarese, quando improvvisamente i componenti hanno iniziato ad accusare malesseri vari con sintomi di vomito. L’allarme è scattato dopo i primi sintomi e sul posto sono arrivate quattro ambulanze del 118.
Sette le persone soccorse: tre, tra cui anche due ragazzini di 12 e 16 anni, sono state portate all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, e le altre quattro all’ospedale civile di Pescara.
I pazienti sono ora sotto osservazione dei medici che dovranno monitorare l’evoluzione delle loro condizioni e cercare di individuare cosa ha scatenato l’intossicazione.
E poi ancora un Capodanno segnato dai malori per otto persone dopo una cena consumata ad Atessa (Chieti).
I primi sintomi sono comparsi dopo la mezzanotte, al termine del pasto, quando alcuni commensali hanno iniziato ad accusare nausea, vomito e disturbi gastrointestinali, che si sono progressivamente estesi al resto del gruppo.
Sette persone, tutte adulte, sono state accompagnate al Pronto soccorso dell’ospedale di Atessa, mentre una è stata trasferita all’ospedale di Lanciano. Dopo le cure e gli accertamenti clinici, i sanitari hanno diagnosticato un’intossicazione alimentare, escludendo conseguenze gravi.
Secondo quanto ricostruito, il gruppo era composto da diverse coppie, alcune con figli, di età intorno ai trent’anni. La cena, a base prevalentemente di carne, non era stata preparata sul posto, ma ritirata da un’attività di ristorazione del Chietino.
A seguito degli accessi in ospedale, sono stati allertati i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la provenienza degli alimenti e le modalità di conservazione e trasporto.
L’episodio è stato segnalato alle autorità sanitarie competenti. Nessuno dei pazienti risulta in pericolo di vita. Per i figli, che hanno consumato un altro menu, nessun problema.
Intanto muove i primi passi l’indagine della Procura di Campobasso che vede indagati cinque medici per la morte a Natale della quindicenne Sara Di Vita e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni. In miglioramento le condizioni del padre che resta ricoverato allo Spallanzani di Roma.
I pm contestano ai medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, e a due dottori della guardia medica l’omicidio colposo e lesioni colpose.
Per i risultati definitivi delle autopsie si dovrà attendere alcune settimane, i primi riscontri non hanno fornito elementi di chiarezza anche se resta in piedi l’ipotesi di una tossinfezione di natura alimentare.
Il procuratore Nicola D’Angelo invita, comunque, alla prudenza: “occorrerà esaminare ed analizzare i reperti e per questo bisognerà attendere i risultati ufficiali”, afferma il capo dell’ufficio giudiziario.
Gli inquirenti hanno sequestrato 19 alimenti a Pietracatella, luogo della tragedia. Si tratta di un preparato con funghi e peperoni, olive verdi, olive nere, polpette, formaggio con pistacchio, mozzarella di latte vaccino, salsa di pomodoro, funghi presumibilmente del tipo “pleurotus ostreatus”, vongole cotte con guscio, baccalà gratinato con pinoli, uva e patate, torta con pandispagna e crema al pistacchio, pesto, due tipi diversi di marmellata, polenta condita con funghi presumibilmente champignon, due tipi di formaggio spalmabile, funghi alla contadina, giardiniera autoprodotta.
I prodotti sequestrati si trovavano in parte nella casa di Gianni Di Vita e in parte nell’abitazione della madre, al primo piano dello stesso stabile. Le analisi sui cibi sono state delegate all’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise.




