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Intimidazioni e agguati contro il giornalista campano Mimmo Rubio, due rinviati a giudizio (anche il boss Monfregolo)

Ras e manovalanza del clan della 167 di Arzano sfrecciano di notte in auto e in scooter sotto casa del giornalista anticamorra Mimmo Rubio. Poi il lampo, il fragore della bomba, e loro che scappano soddisfatti. Sono le immagini di un video dell’estate del 2018, un’estate di intimidazioni e agguati contro il cronista di Arzano News, autore di numerosi articoli sulle infiltrazioni della camorra nelle attività pubbliche e di pubblico interesse. Due batterie di fuochi e un petardo, in tre distinti attentati, tra fine luglio e fine agosto. La città si risvegliò tra lo spavento. Le esplosioni causarono alcuni danni.

Per quelle minacce ora ci sarà un processo che inizierà il 7 maggio davanti al Tribunale di Napoli Nord. Gli investigatori hanno individuato i presunti responsabili e il Gip di Napoli Antonino Santoro ne ha rinviati a giudizio un paio (per altri, tra cui alcuni minorenni, si procede separatamente). Si tratta del boss Giuseppe Monfregolo, il mandante, attualmente detenuto in Sardegna, e di Antonio Altiero, in carcere a Secondigliano per altri reati. Sono accusati di minacce e detenzione ed uso di materiale esplodente con l’aggravante camorristica di aver agevolato il clan della 167, una articolazione periferica del cartello degli ‘Scissionisti’ di Napoli, gli Amato-Pagano. Tra le fonti di prova utilizzate dai pm della Dda guidata da Nicola Gratteri, ci sono le dichiarazioni rese nel 2022 dai pentiti Pietro e Pasquale Cristiano, padre e figlio, già esponenti apicali della cosca arzanese.

Rubio è uno dei 23 giornalisti costretti in Italia a vivere sotto scorta. Uno di quelli meno famosi e più esposti. La misura di tutela fu decisa nell’ottobre 2020, dopo circa 15 anni di vigilanza attiva. Le conseguenze di una attività di giornalismo d’inchiesta sulle collusioni tra politica e camorra, sul clan Moccia di Afragola prima e poi sulle cosche delle aree a nord e sud di Napoli. Oggi continua a scrivere per Arzano News e presiede l’associazione no profit che organizza il Festival del Libro d’Inchiesta in costiera sorrentina, una kermesse culturale che negli scorsi anni ha ospitato alcuni dei più importanti magistrati, politici e giornalisti del paese, tra cui Nicola Gratteri, Marco Travaglio, Giuseppe Conte, Sigfrido Ranucci, Riccardo Iacona. È anche responsabile per la legalità del sindacato giornalisti della Campania che alla notizia del rinvio a giudizio del boss Monfregolo ha diramato una nota congiunta con la Federazione Nazionale Stampa Italiana: “Rubio continua a subire gravi ritorsioni per il suo lavoro di denuncia – ricordano la segretaria della Fnsi Alessandra Costante e la segretaria del Sugc Geppina Landolfo – l’ultima ha comportato l’interruzione di un’attività che rappresentava la sua principale fonte di reddito. Per questo è necessario che l’attenzione sulla sicurezza del giornalista resti altissima”.

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