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Intervista a Jerry Jeudy ricevitore dei Cleveland Browns : in Nfl gioco al top in memoria di mia sorella e sogno un match in Italia 

“Spero di poter conoscere l’Italia, giocarci con i Browns e avere sempre più tifosi di Cleveland nel vostro Paese. Ora sono concentrato sulla nuova stagione e l’obiettivo di partenza resta soltanto e sempre uno: vincere. Anzi, vincere tutto”.

Parola di Jerry Jeudy, 27 anni compiuti a fine aprile, già qualche stagione Nfl importante alle spalle e una voglia matta di riscattare l’ultima, non al livello delle precedenti. In questa intervista dopo i primi allenamenti il ricevitore di Deerfield Beach, piccolo comune della contea di Broward, in Florida, si racconta guardando già a nuovi traguardi.

Una premessa. Nella marcia di avvicinamento del mondo Nfl all’Italia uno step significativo è sicuramente rappresentato dall’interesse dei Cleveland Browns per il movimento azzurro. Il team dell’Ohio (con i New Orleans Saints) ha scelto il nostro Paese nel global markets program e, subito dopo, ha fatto un altro passo avanti accordandosi con la Fidaf guidata da Leoluca Orlando per eventi sul nostro territorio legati anche alle nostre nazionali di tacle e flag. Con i buoni uffici della Federazione abbiamo parlato di questo e altro con il wide receiver dei Browns.

Jeudy è mai stato in Italia?

“No, non ci sono mai stato, ma vorrei visitarlo. Spero che i Browns possano giocare una partita lì per cogliere l’occasione di visitarla”.

Velocità, tecnica, resistenza, forza, capacità di leggere il gioco: quale di queste qualità è la più importante per il suo ruolo?

“Penso tutte e tutte assieme. Per essere il miglior giocatore possibile, devo lavorare su ognuna di queste qualità. Sono sicuramente orgoglioso della mia velocità. E voglio avere una buona intelligenza footballistica per poter eseguire le giuste giocate e capire cosa sta cercando di fare la difesa, in modo da essere sempre un passo avanti”.

C’è un grande giocatore del passato a cui si ispira?

“Mia sorella, Aaliyah, che purtroppo non c’è più, è la mia motivazione, la mia ispirazione in campo. È morta a causa della Trisomia 18 a sette anni nel 2016. Le ho promesso che sarei diventato un grande giocatore per lei, è il mio impegno”.

Durante la sua carriera professionistica, prima con i Denver Broncos e adesso con i Browns, ha dovuto adattarsi a ben 13 quarterback diversi, evidentemente troppi per un ricevitore. Quanto è importante avere un vero QB1 e sviluppare intesa e familiarità con il suo stile di gioco?

“Non mi importa chi c’è in campo. Il mio lavoro è scendere sul terreno di gioco, prendere la palla e fare delle giocate. Non posso controllare la situazione del quarterback, ma posso controllare il mio lavoro e l’essere il miglior compagno di squadra possibile”.

Parliamo dei Cleveland Browns e della nuova stagione che si . Quali sono gli obiettivi per quest’anno e chi considera il favorito per la vittoria del Super Bowl?

“Il nostro obiettivo è sempre vincere il Super Bowl. Voglio davvero vincere”.

Qual è il difensore più difficile da cui liberarsi che ha affrontato sinora, il cornerback più forte?

“Mi piace affrontare Pat Surtain. Siamo andati al college insieme e abbiamo giocato insieme anche a Denver”.

Un messaggio di Jerry Jeudy ai fan della Nfl in Italia…

“ Io sono pronto per l’inizio della stagione e per scendere in campo con i miei compagni di squadra con l’obiettivo di vincere più partite possibile e con l’occasione voglio aggiungere che spero che potremo giocare presto in Italia. E, naturalmente, di conseguenza, mi auguro anche che riusciremo a conquistare nuovi tifosi dei Browns in Italia”.


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