Intelligenza artificiale nei processi aziendali, studenti in visita alla Miniconf
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Due classi di informatica dell’Isis Fermi di Bibbiena, sono state accolte questa mattina in Miniconf per capire come l’intelligenza artificiale venga utilizzata nei diversi processi aziendali e come la realtà casentinese si stia innovando grazie alla digitalizzazione. A rendere possibile tutto questo è stato un progetto di PCTO (alternanza scuola-lavoro), promosso dalla scuola di Alta Formazione Prodigi sugli Open Data, che ha selezionato Miniconf dopo aver accolto l’adesione dell’istituto di Bibbiena.
Il progetto Open data, che ha la finalità di ampliare le competenze digitali degli studenti e delle studentesse, ben si sposa con la decisione dell’azienda di investire anche sull’intelligenza artificiale. Tra i diversi gruppi di lavoro presenti in azienda, uno è dedicato proprio all’AI e l’utilizzo della stessa per implementare attività quali analisi dati, forecast, descrizione di collezioni, campagne digitali, traduzioni, chat bot e altro. Questi sono alcuni dei temi che sono stati affrontati con le due classi di informatica dell’Isis Fermi. Nella sala conferenze di Miniconf i ragazzi sono stati accolti da Giovanni Basagni, Presidente e fondatore di Miniconf, e hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con alcuni dei colleghi che si occupano a vario titolo della digitalizzazione dei processi interni. I ragazzi hanno avuto infine l’opportunità di una visita all’azienda.
Il presidente Giovanni Basagni commenta: “Un piacere poter ospitare tanti giovani che nei prossimi anni dovranno scegliere il loro futuro e pensare che un ruolo di orientamento sia stato giocato da chi, sul territorio, fa innovazione e crede nel domani. L’AI è solo uno strumento che può essere utilizzato per rendere lo svolgimento di alcune funzioni più veloce e più performante, ma mai per sostituire la creatività e il know-how acquisito in anni di crescita delle singole persone. Ogni innovazione porta con sé dubbi, ma ritengo che vada accolta e gestita in maniera coerente, non dimenticando l’aspetto umano del lavoro che è quello sul quale dobbiamo continuare a investire.”
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