Intelligenza artificiale (IA) e giornalismo: quale futuro. Intervento di Figec
FVG – Intelligenza artificiale (IA) e giornalismo: quale futuro per una professione che è baluardo della democrazia del nostro Paese? È questo un tema su cui la Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione, federata Cisal, pone da tempo grande attenzione.
E lo fa sensibilizzando la politica affinché si ponga velocemente mano a norme che garantiscano il diritto d’autore, che prevedano sanzioni per chi realizza strumenti di IA non neutrali, definendo un sistema regolatorio che individui le responsabilità in caso di decisioni sbagliate e dannose assunte dalla IA.
Non è questione di andare contro l’innovazione, ma stabilire regole certe per tutti, così da far davvero emergere chi è il più bravo e non chi fa le fughe in avanti per farsi pubblicità. Abbiamo assistito, infatti, nelle ultime settimane a iniziative per la produzione di quotidiani, tradizionali o digitali, radiogiornali e telegiornali con l’Intelligenza artificiale. Questi tentativi di essere primi della classe rischiano di fare carne da macello del giornalismo. Proporre testi realizzati da algoritmi senza certificarne neppure la neutralità e citarne la fonte fa apparire quelli che con il copia/incolla hanno costruito le loro tesi di laurea dei dilettanti che – a questo punto – ingiustamente sono stati sanzionati.
E, in tal senso, come si può continuare ad accettare la diffusione “pirata” di copie di giornali in pdf attraverso piattaforme per l’invio e la ricezione di file multimediali, senza richiedere ai proprietari dei social network di creare un algoritmo che blocchi questa attività fraudolenta? Chi paga per questo furto del diritto d’autore che penalizza editori e giornalisti?
C’è, fortunatamente, chi ancora pensa che l’informazione sia un presidio di democrazia e in tal senso vada tutelata. A tale fine, l’IA può essere un valido ausilio per coadiuvare e non sostituire il lavoro dei giornalisti, ma la produzione giornalistica di qualunque tipo o genere a mezzo della IA deve rispettare le norme deontologiche poste a tutela dei diversi attori dell’informazione.
Nella “Carta di Trieste sull’Intelligenza artificiale” redatta in forma libera, alcuni professionisti appartenenti a diverse discipline e coordinati all’interno dell’Associazione culturale Studium Fidei, hanno condiviso le proprie esperienze e professionalità offrendo un utile strumento di regolamentazione etica e giuridica per il retto uso dell’Intelligenza artificiale, al fine di salvaguardare l’“umanesimo” etico degli algoritmi che sono i motori dell’Intelligenza artificiale.
Innovare è fondamentale, ma è necessario scrivere le regole. Regole, peraltro, che esistono in tutti gli ambiti del nostro vivere quotidiano.
Andrea Bulgarelli, giornalista e coordinatore della Figec Cisal Friuli Venezia Giulia